Roma, 24 ott. - (Adnkronos) - "Il tentativo abbozzato dal Pd capitolino di strumentalizzare la vicenda legata alle promozioni di sindacalisti in Ama per la solita campagna politica pre-elettorale contro il sindaco di Roma non ha alcun senso e lascia il tempo che trova". E' quanto dichiara Roberto Angelini, consigliere Pdl di Roma Capitale. "La questione sollevata in questi giorni sulla stampa, semmai, denota con chiarezza che sono i lavoratori del sindacato coinvolti nelle promozioni facili, e, come oggi si apprende, per di piu' dietro compenso, che dovrebbero sentire nascere dentro di loro un senso di rispettabilita' che li conduca a fare un passo indietro rispetto all'intera vicenda - prosegue - Siamo arrivati al paradosso che non e' piu' il sindacato a difendere i diritti dei lavoratori nel posto di lavoro, ma sono i lavoratori a doversi difendere da chi rappresenta il sindacato sul posto di lavoro. E' un'assurdita'". "E un'altra assurdita' e' che i sindacalisti giustifichino tali avanzamenti di carriera con l'impossibilita' (attuale) di partecipare a pubblici concorsi. Allora e' tempo, se non disturba qualche 'interesse di parte', di migliorare le regole - prosegue Angelini - e fare in modo che per gli avanzamenti di carriera esista un solo modo uguale per tutti, sindacalisti compresi: il concorso pubblico". "Perche' solo cosi' si salvaguarda il merito. E' il tempo delle azioni e non dei proclami. Fare il sindacalista e' una libera scelta, non una costrizione. E' tempo che ciascuno svolga il proprio ruolo istituzionale, ora piu' che mai - aggiunge - Il sindacato deve fare cio' per cui nasce, cioe', se qualcuno lo avesse dimenticato, difendere i diritti dei lavoratori e non tutelare i propri interessi, e l'Amministrazione deve tutelare i diritti dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese, deve garantire la massima trasparenza e bonta' del proprio operato e non svolgere quella che rappresenta la forma piu' becera del consociativismo!".




