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Immigrati: Arcivescovo Torino a cittadini, adottate una famiglia rom o sinti

domenica 28 ottobre 2012
Immigrati: Arcivescovo Torino a cittadini, adottate una famiglia rom o sinti

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Torino, 24 ott. - (Adnkronos) - "Abbiate fiducia", perche' avere fiducia significa "non credere di risolvere i problemi della vita con la violenza o la delinquenza e l'illegalita"', ma piuttosto "affermare la dignita' dei vostri popoli, quella che voi difendete con l'onore di una vita buona, rispettosa di voi stessi e degli altri". Comincia cosi' la lettera pastorale 'Non stranieri, ma concittadini e familiari di Dio' che l'Arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, dedica ai popoli nomadi, rom e sinti, che vivono in citta'. Rivolgendosi prima di tutto ai nomadi, monsignor Nosiglia rimarca la necessita' di superare diffidenze e divisioni del passato sottolineando che oggi "la realta' e' diversa, certe frontiere sono cadute per sempre. Anche per questo - sottolinea - non ha senso cercare di confinare i nomadi in un ghetto culturale". Poi, richiama istituzioni politiche e civili, ricordando che se molto e' stato fatto, "il lavoro non e' finito. Il cammino dell'integrazione e della convivenza si e' avviato con l'accesso all'istruzione, alla salute, alle opportunita' di lavoro, ma la vera equita' di fonda sempre sul partire dall'ultimo e significa non scoraggiarsi mai, non lasciarsi trascinare dalla corrente del consenso. Bisogna coltivare il coraggio del futuro anche confrontandoci con il popolo nomade". Infine l'Arcivescovo di Torino si rivolge alle comunita' cristiana della diocesi invitandole ad adottare una famiglia rom o sinti accompagnandoli a trovare casa, ad avviarsi al lavoto, a superare difficolta' con la scuola, a farsi curare quando e' necessario. "Non si tratta - conclude - di inventare gesti eccezionali ma di saper coltivare la propria capacita' di accoglienza nella vita quotidiana con generosita' ed efficacia. "Il problema dei rom e dei sinti non e' irrisolvibile - conclude l'Arcivescovo di Torino - scegliamo insieme la via non solo del confronto, ma anche dell'impegno, senza scoraggiarci di fronte alle inevitabili sconfitte".