Firenze, 24 ott. - (Adnkronos) - In occasione del 160° anniversario della Fratelli Alinari, i Rencontres d'Arles e la Fondazione Alinari rendono omaggio alla sua storia con un'esposizione che unisce letteratura e fotografia. Presentata lo scorso luglio a Les Rencontres d'Arles 2012 nella particolare cornice del Chiostro di Saint-Trophime, la mostra che approda a Firenze, al Museo Nazionale Alinari della Fotografia, dove restera' aperta fino al 6 gennaio 2013, e' curata da Christophe Berthoud che, ispirandosi dall'opera di uno dei piu' grandi narratori del Novecento, Italo Calvino, ha attinto e utilizzato gli archivi Alinari come un inesauribile giacimento di storie e di immaginari. All'interno della mostra, richiamando il dispositivo combinatorio che Calvino propone nella sua raccolta di racconti "Il castello dei destini incrociati", Berthoud rende giustizia all'enorme ricchezza degli archivi Alinari e al loro aspetto caleidoscopico, mostrandone la varieta' di temi e generi fotografici che raccontano l'arte, la societa' e i costumi italiani tra la fine dell'Ottocento e il primo quarto del Novecento. In "Il castello dei destini incrociati" Calvino, associando il codice narrativo a quello iconico dei tarocchi, riporta le storie di alcuni viaggiatori che smarriti trovano rifugio prima in un castello, poi in una taverna. Qui, misteriosamente privati dell'uso della parola, non avendo altra possibilita', iniziano a raccontarsi storie utilizzando ciascuno le 78 lame di un mazzo di tarocchi marsigliesi che dispongono su di un tavolo. Calvino utilizza i tarocchi di Marsiglia come una 'macchina narratrice' e, restituendo una lettura molto personale degli arcani, sviluppa i racconti dei viaggiatori a partire dalla simbologia delle carte, che paragona a una tavola dei mestieri, a uno schema di parole crociate che vede le figure al posto delle lettere. (segue)




