Roma, 25 ott. - (Adnkronos) - Secondo le osservazioni effettuate dai satelliti della Nasa, a luglio 2012 l'intera Groenlandia è stata sottoposta a fusione per più giorni consecutivi mentre in agosto si è toccato il minimo storico della copertura di ghiaccio marino dell'Artico. L'estate 2012 ha registrato temperature massime superiori ai 15°C sui ghiacciai alpini, a oltre 2.850 metri di quota, e volumi d'acqua compresi tra 50.000 e 160.000 metri cubi riversati al giorno nei torrenti d'alta quota a seguito della fusione di ogni ghiacciaio. Sono i dati emersi dagli studi condotti dai ricercatori dell'Università degli Studi di Milano nel laboratorio a cielo aperto Dosdè-Piazzi, il bacino glaciale valtellinese che, grazie a Levissima è stato attrezzato nel 2007 con strumenti che rilevano le condizioni meteorologiche, la fusione glaciale, i relativi effetti sui torrenti d'alta quota e il permafrost, o ghiaccio nascosto nella roccia e nel suolo. "Nell'estate 2012 la fusione è stata intensa - spiega il Claudio Smiraglia, alla guida del gruppo di ricercatori - e ha quasi raggiunto i livelli registrati nell'estate 2003". Il ghiacciaio Dosdè Orientale, aggiunge Smiraglia, "ha visto lo spessore della lingua assottigliarsi di oltre 3 metri nei settori inferiori e di poco meno di 2 metri nelle zone superiori. Se pensiamo di estendere questa perdita a superfici glaciali di diverse migliaia di metri quadri, si ottengono facilmente volumi superiori ai 50.000 metri cubi di acqua rilasciata al giorno per ghiacciaio, che possono salire a 160.000 metri cubi nel caso dei ghiacciai di grandi dimensioni". L'acqua rilasciata dalla fusione nivo glaciale finisce nei torrenti, diventa disponibile per i sistemi ecologici di alta montagna o confluisce nei grandi fiumi di pianura, mitigando così le magre estive. Ma queste perdite comportano comunque una riduzione degli apparati glaciali alpini che negli ultimi anni hanno difficoltà a rigenerarsi: le nevicate si sono infatti ridotte e con esse la persistenza della neve, che lascia il ghiaccio esposto all'azione dei raggi solari per più tempo rispetto a quanto accadeva in passato. L'elevata temperatura dell'aria ha inoltre determinato l'intensa fusione dei ghiacciai nei mesi di luglio e agosto sulle Alpi, così come in Groenlandia. La stazione meteorologica Levissima, afferente alla rete Share e posta a 2.850 metri di quota, ha rilevato nei due mesi più caldi del 2012 temperature medie giornaliere quasi sempre superiori agli 0°C con conseguente fusione del ghiaccio; durante la notte la temperatura è raramente scesa sotto zero, fatto che ha impedito ad almeno una parte dell'acqua fusa durante il giorno di rigelare. "In soli 8 giorni, tra luglio e agosto, la temperatura minima sul ghiacciaio è scesa sotto gli zero gradi, per i restanti 53 giorni si sono registrate temperature minime sempre positive e quindi fusione continua", spiega Guglielmina Diolaiuti, anche lei alla guida del team. Le condizioni di caldo eccezionale del 2012 hanno comportato una fusione fino al 30% superiore rispetto alle medie del recente passato e quindi rilasci di acqua non trascurabili per i ghiacciai del gruppo Dosdè-Piazzi e delle Alpi in generale. Quest'estate rientra in una riduzione in atto da diversi decenni: i ricercatori dell'Università degli Studi di Milano insieme ad alcuni esperti del Politecnico di Milano hanno dimostrato come, analizzando i ghiacciai del gruppo Dosdè-Piazzi tramite foto aeree nel periodo 1954-2007, i ghiacciai di questo settore delle Alpi si siano ridotti del 50% nell'ultimo mezzo secolo e come la riduzione sia stata molto più intensa nell'ultimo periodo.




