Roma, 25 ott. (Adnkronos) - "Vivo ormai da un anno nella casa dove vivevano i miei genitori a Gedda con mio padre e ho paura, vivo male, nel terrore di tutto, anche che il mio ex possa rapirmi": e' la testimonianza all'Adnkronos di Chiara Invernizzi, la donna piemontese di 41 anni 'prigioniera' in Arabia Saudita del marito pur avendo gia' avviato una causa di divorzio: in base alla legge della Sharia, infatti, il marito puo' non concederle il visto per rientrare in Italia. "Quando mi ha ripudiata - spiega - il mio ex mi ha aggredito, minacciando di chiudermi in uno scantinato e ha tentato di strangolarmi con il velo. La notte dell'aggressione - aggiunge - ho riportato una ferita alla retina dell'occhio sinistro che dovrebbe essere operata con il laser e spero che questo sia fatto quanto prima in Italia". "La mia vita - continua - e' in attesa, in stand by". Vicini, sia fisicamente che col pensiero, le sono soprattutto i genitori: "Ho una madre di settantasette anni che vive da sola in Italia ormai da mesi, e' cardiopatica e la preoccupazione che possa succederle qualcosa mentre sono qui mi angoscia. Mio papa', invece - precisa - e' sempre con me, mi accompagna ovunque e anche se sono ormai una donna adulta dormiamo anche insieme perche' ho il terrore che possa succedermi qualcosa". Secondo Chiara, l'ex marito, che proviene da una famiglia molto potente, potrebbe farle ancora del male. "Le autorita' italiane - afferma poi - possono forzare il mio rimpatrio e chiedo che lo facciano: io sono nella stessa situazione in cui si trovano i maro' in India. Per questo capisco la loro situazione". Ogni volta che le autorita' locali vengono interpellate, pero', il suo ex "tenta di mettere i bastoni fra le ruote". "Intanto viviamo, anzi sopravviviamo alla giornata, aspettando che accada qualcosa di buono". Il video della testimonianza di Chiara Invernizzi e' visibile sul sito dell'Adnkronos www.adnkronos.com.




