(Adnkronos) - Cosa accadde - E' il 25 ottobre 2011. Un'ondata di maltempo eccezionale - in pochissime ore e' piovuto quanto in inverno puo' piovere in un mese - spezza gli argini del Magra, cancella ponti, trascina via vite (due i morti) e case. Nell'alto bacino del Magra sono almeno cinque i ponti crollati, una decina le frazioni isolate, un'infinita' di frane rendono difficili gli spostamenti. I danni sono enormi. La prima emergenza - Il presidente Enrico Rossi, a Roma per impegni istituzionali, invia immediatemente sul posto, la mattina del 26, l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori. Il giorno stesso la giunta regionale, riunita in seduta straordinaria, mette a disposizione i primi 2 milioni di euro (complessivamente per la fase di somma urgenza ne saranno poi stanziati 8). Il giorno dopo, 27 ottobre, il presidente Rossi si reca personalmente in Lunigiana: sara' lui a gestire la ricostruzione come commissario. Si mette in moto una straordinaria macchina di solidarieta'. Istituzioni e cittadini cooperano fianco a fianco senza sosta. E superata la fase di primissima emergenza ci si preoccupa anche di come far ripartire l'economia: un ufficio di Fidi Toscana viene aperto ad Aulla per favorire l'accesso alla liquidita'. Si lavora anche sui fondi europei per orientare risorse dell'agricoltura in direzione della sistemazione dei boschi e della rete idraulica minore. Nelle settimane successive partono altre iniziative del governo regionale, come la costituzione del fondo per la ripresa delle attivita' turistiche nei territori alluvionati. Le nuove norme per la difesa del suolo - Dopo quanto accaduto in Lunigiana prima e all'isola d'Elba poi, e viste le caratteristiche degli eventi meteorologici che colpiscono con sempre maggiore frequenza il territorio regionale, la Regione Toscana approva un atto importante e unico nel panorama nazionale: gli articoli 141 e 142 della legge finanziaria 2012 (legge regionale del 66 del 27 dicembre 2011 ): in Toscana non si costruisce piu' nelle aree ad alto rischio idraulico e non si "tombano" i corsi d'acqua. La superficie interessata e' di 973 km quadrati, pari al 4% del territorio regionale e al 7% delle zone pianeggianti. (segue)




