Roma, 28 ott. (Adnkronos) - "Mi sono chiesto il senso di tutto questo. E le risposte che mi davo sembravano troppo scontate. Allora mi sono ricordato di quando dieci giorni fa ti ho visto un po' triste nella base, e ti ho chiesto cos'e' che non andava. Tu mi hai risposto 'Don si fa fatica qua, non capisco tutto questo, non capisco fino in fondo e qualche dubbio nasce, ma ho scoperto una cosa, quando vado nei villaggi, vedere il sorriso di un bambino mi fa felice e li' vinco la mia guerra'". Cosi' don Cesare, cappellano del Secondo reggimento alpini, ha ricordato Tiziano Chierotti, il militare morto giovedi' in Afghanistan, parlando al funerale del giovane alpino, tenutosi nella basilica di Santa Maria degli Angeli. "Tiziano - ha proseguito don Cesare guardando la bara - sei vincente anche se tanti non riescono a capire cosa vuol dire vincente in una bara sotto il tricolore. Sei vincente perche' ci insegni cosa vuol dire la bonta', la qualita' della tua bonta', della tua vita in una societa' dove si pensa che la bonta' sia una debolezza, tu l'hai fatta diventare la tua forza. Sei stato un bravo soldato, ma non si puo' diventare bravi soldati se prima non si e' dei bravi uomini. Si puo' anche essere dei bravi uomini senza essere soldati ma e' impossibile essere bravi soldati se non si e' uomini veri". "Prega per noi e per tutti i tuoi colleghi in Afghanistan che sono qua con il cuore e ti accompagnano in questo tuo ultimo, lungo, viaggio verso la casa del Padre con la loro preghiera. Non dimenticarti mai di noi, noi non ci dimenticheremo mai di te. Grazie Tiziano, arrivederci in Paradiso", ha concluso.




