Roma, 5 dic. - (Adnkronos) - Nonostante la crisi, le aziende italiane investono sempre di più in politiche di responsabilità sociale di impresa (la cosiddetta Csr) e per un valore superiore al miliardo di euro l'anno, attestandosi sulla cifra di 1 miliardo e 74 milioni di euro nel 2011, 100 milioni di euro in più rispetto al 2009. Nel 2011 sono stati investiti in media 210.000 euro contro i 161.000 del 2009 e le prospettive per il futuro sono coerenti alla tendenza: per il 2012 il budget destinato alle iniziative di Csr, se confermato, proseguirà la crescita in positivo puntando verso i 224.000 euro. I dati emergono dall'ultimo "Rapporto sull'impegno sociale delle aziende in Italia" realizzato da Swg per l'Osservatorio Socialis e presentato oggi in occasione della cerimonia del premio Socialis presso la Sala Nassirya del Senato. Un impegno importante, da parte delle imprese, nonostante in Italia manchi una legislazione relativa alla Csr. Secondo il Rapporto, il 64% delle aziende in Italia con più di 100 dipendenti investe in Csr; i grandi investitori si trovano soprattutto nell'area nord-occidentale del Paese e in quella meridionale insulare e si tratta di aziende con un fatturato che supera i 100 milioni di euro. Circa l'80% delle aziende dichiara di aver sviluppato azioni a favore dei propri dipendenti, volte a migliorare le condizioni di sicurezza e di salute, promuovendo la formazione e le iniziative di comunicazione ed ascolto. La spinta a scegliere di operare nella Csr, per le aziende, proviene sia da motivazioni di ordine culturale ed etico (per il 37% delle imprese che hanno investito) sia dall'obiettivo imprenditoriale di qualificare l'immagine dell'azienda stessa (36%). La mancanza di ritorni immediati (37%), la cultura manageriale (25%) e la mancanza di incentivi di mercato (25%) sono gli aspetti che frenano la diffusione della Csr. A questo motivo di ordine culturale potrebbbe porre rimedio la formazione, sepre più attenta ai temi della responsabilità sociale d'impresa: secondo il Rapporto, infatti, su 81 atenei italiani 42 hanno insegnamenti di Csr; il 72,6% degli insegnamenti proviene da Economia, il 6,4% da Lettere e Filosofia, il 4,8% da Scienze della comunicazione e Architettura, il 3,2% da Scienze politiche e Ingegneria. Per quanto riguada il Premio Socialis, che premia le tesi di laurea in Csr e sviluppo sostenibile (600 quelle che hanno partecipato alle 10 edizioni), il 41% degli elaborati pervenuti finora proviene dalla facoltà di Economia, il 15,5% da Scienze della comunicazione, il 12,1% da Scienze politiche, il 7,2% da Lettere e Filosofia, il 5% da Ingegneria, a pari merito con Architettura, Giurisprudenza e Scienze dell'amministrazione. Le tesi, infine, provengono per il 45% dal nord, il 42% dal Centro e il 13% dal sud.




