(Adnkronos/Cinematografico.it) - Ma com'e' cambiato l'impegno sul grande schermo? "Oggi si dice ai cineasti che tutto dipende dal mercato, e inconsciamente qualcuno cambia le proprie idee rispetto al mercato, ma non e' vero che non ci siano registi impegnati. Da Occupy ai movimenti anti-guerra c'e' una preoccupazione mondiale, ma per i meccanismi di finanziamento tutto questo non viene riflesso al cinema". E il capitalismo? "Piu' si sviluppa, piu' cresce la disoccupazione, perche' le multinazionali ne hanno bisogno per mantenere i salari bassi. Come sinistra dobbiamo trovare il motore contro il mercato, che non e' l'unica strada percorribile". "In Gran Bretagna - prosegue Loach - il centrosinistra si prepara a vincere, ma non credo che il centrosinistra esista: se si e' a favore del mercato e della deregulation si e' di destra, se si crede nell'economia pianificata e nella proprieta' comune si e' di sinistra. E vorrei ricordare che chi rimane al centro della strada di solito viene investito. Non so da voi, ma da noi il centrosinistra si dice d'accordo a mantenere le misure di austerita' e proseguire le privatizzazioni, solo piu' lentamente. Ma se dovete essere strangolati, il tempo non fa la differenza". Se l'Unione Europea e' "un'organizzazione neoliberista", oggi - conclude Loach - "il capitalismo e' davvero in crisi: e' il momento giusto, dobbiamo organizzarci, stiamo strappando tutti gli elementi che rendono una societa' civile, come il sostegno ai disabili, il sovraffollamento degli ospedali, la sanita' in mano alle multinazionali. Oggi non possediamo piu' nulla, prima avevamo meta' economia, e mi piace ricordare lo slogan dei sindacati Usa: "Agitate, Educate and Organize"".



