Roma, 13 nov. (Adnkronos) - Sul tema delle scarcerazioni facili, "bisogna distinguere il caso patologico, cioe' il caso del mafioso scarcerato perche' si e' ritardato nel deposito della sentenza, da quella che e' la scarcerazione che giunge all'esito di un percorso di corretta applicazione della legge". Lo ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, intervenuto a una puntata di 'Tg2 Insieme' dedicata ad alcuni casi giudiziari famosi, come quello di Ruggero Jucker o di Renato Vallanzasca, e di responsabili di morti sulla strada che non sono in carcere. "Insistere solo sull'aspetto afflittivo della sanzione penale - ha avvertito Sabelli - e' criminogeno, genera reati, non li previene". La magistratura, ha spiegato, "applica la legge, e nel corso dell'esecuzione di una condanna la legge prevede la possibilita' di concedere alcuni benefici, come il permesso premio, che puo' essere concesso anche in caso di reati gravi purche' ricorrano alcune condizioni". Quanto all'introduzione del reato di omicidio stradale, il presidente dell'Anm ha ricordato che "e' in atto una discussione sull'opportunita' di introdurre questa nuova fattispecie. Sul piano interpretativo gia' in alcuni casi e' stato riconosciuto il carattere doloso di alcuni omicidi stradali sulla base di quello che viene definito il dolo eventuale".




