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Musica: Santa Cecilia dedica un 'Omaggio a Glenn Gould'

domenica 18 novembre 2012
Musica: Santa Cecilia dedica un 'Omaggio a Glenn Gould'

2' di lettura

Roma, 14 nov. (Adnkronos) - A 80 anni dalla nascita e 30 dalla scomparsa, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia dedica un 'Omaggio a Glenn Gould'. Due settimane di eventi (dal 16 novembre al 2 dicembre) per ripercorrere la storia dell'uomo, dell'artista, dello scrittore, dello sperimentatore. Il progetto, presentato oggi a Roma, intende rievocare nelle sue diverse espressioni una tra le piu' originali e poliedriche figure del '900: a essere celebrato non e' solo l'interprete di Bach, ma l'artista complesso e multiforme, l'intellettuale tormentato e profetico della nostra contemporaneita', il pianista che ha affrontato anche repertori poco frequentati, il musicista antiaccademico per antonomasia, l'esploratore di linguaggi e tecnologie innovative, l'uomo eccentrico e per molti aspetti dalla lucida follia. Interprete del pensiero musicale gouldiano sara' il pianista Alexander Lonquich protagonista (da venerdi' 16 novembre Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia) di quattro concerti - due dei quali insieme ai Solisti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e uno affiancato dalla pianista Cristina Barbuti - impaginati sui musicisti d'elezione di Gould, quali Bach, Richard Strauss, Beethoven, Wagner, Ravel, Mozart e due composizioni dello stesso Gould. "La comparsa di Glenn Gould -ha detto Lonquich- ha cambiato radicalmente la percezione e la fruizione della musica. Prima di lui forse l'unico che aveva osato modificare lo spartito era Busoni e forse anche Mahler, che per l'orchestrazione dei brani che dirigeva, metteva mano talvolta nelle partiture. Gould modificava il tempo, le dinamiche, i legati. Non solo. Talvolta stravolgeva completamente i tempi. Esempi eclatanti li ritroviamo proprio nelle sue interpretazioni di Mozart o di Beethoven, definiti da lui pessimi compositori perche' non usavano la polifonia, che lui amava svisceratamente, se non in rarissimi casi". (segue)