Roma, 15 nov. - (Adnkronos) - "C'e' un rapporto malato tra l'ingerenza della politica e gli aspetti della buona amministrazione nelle Fondazioni liriche italiane". Lo ha detto il Sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, Antonio Cognata, agli Stati Generali della Cultura in corso al Teatro Eliseo di Roma. Nel tracciare l'importanza della tradizione dell'opera lirica italiana che ha "contribuito a esportare la nostra lingua nel mondo e non solo", Cognata ha ribadito che quello dei teatri lirici e' un settore che "non puo' prescindere dal finanziamento pubblico perche' non profit". Secondo il Sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo "qualcosa nei teatri pero' non funziona e lo dicono i numeri: in dieci anni -ha evidenziato Cognata- le Fondazioni liriche hanno accumulato perdite di esercizio per 254 milioni e i debiti sono cresciuti di oltre il cento per cento attestandosi a 328 milioni di euro. Se continuera' cosi', queste realta' non potranno continuare a esistere. Inoltre -ha ricordato il Sovrintendente- sempre in dieci anni i contributi pubblici per le 14 Fondazioni italiane sono stati pari a 3,3 miliardi di euro, quelli dei privati si sono attestati a 418 milioni di euro e gli incassi del botteghino sono stati di 789 milioni di euro". Quello che secondo Cognata non funziona in Italia riguarda soprattutto la produttivita'. La media delle recite dei teatri lirici italiani si attesta infatti a 77 all'anno, contro le 226 dell'Opera di Vienna, le 225 del Met, le 203 di Zurigo, ecc. "Quali sono le proposte e i problemi?" si chiede Cognata. "E' chiaro che coincidono -sottolinea il sovrintendente- e riguardano le regole, il managment e la politica. A partire dai criteri di assegnazione dei fondi che attualmente -ribadisce- sono livellati ai costi, premiando cosi' i teatri spreconi, quando invece dovrebbero essere agganciati alla produzione. Inoltre oggi il 10% del Fus viene assegnato sulla carta in base a parametri di qualita'. Cosa non vera perche' invece viene assegnato in base ad altri criteri premiando cosi' la cattiva amministrazione". (segue)




