(Adnkronos) - Ad oggi sono ben 12 i soggetti (di cui uno rinviato a giudizio per falso) che, a diverso titolo, hanno impugnato il testamento olografo con cui l'imprenditore Michelangelo Manini ha nominato erede universale l'Arcidiocesi di Bologna. "Abbiamo ragione di ritenere che il vero oggetto del desiderio sia la Faac, piu' di ogni altro bene dell'eredita'" ha aggiunto il presidente dell'azienda di Zola Predosa Andrea Moschetti. "Lo rivelera chiaramente - prosegue il presidente - il testo dell'ultima istanza presentata dagli esclusi dal testamento, dove si richiede non solo il sequestro dei beni e del pacchetto azionario ereditato dall'Arcidiocesi (66% delle azioni), ma il sequestro dell'intera azienda, peraltro con provvedimenti inauditi, indirizzati non piu' alla conservazione del patrimonio, ma ad impedire lo sviluppo di un gruppo internazionale in costante crescita". Nel testo della nuova istanza, presentata nei giorni scorsi da uno dei parenti dell'imprenditore, si invoca, infatti, "di imporre il sequestro sull'intera azienda, si' da impedire la gestione della societa' da parte del cda, con totale e integrale sostituzione di tutti i suoi componenti", con "provvedimento di allontanamento dell'attuale management" ed infine, ancora una volta, "l'affidamento della societa' ad un custode".




