(Adnkronos) - Per la Corte "se anche si era accorto che la donna era ancora viva, l'annegamento altro non fu che il mezzo adoperato dall'imputato per cagionare la morte della vittima". Un omicidio scatenato, secondo i giudici, "da un raptus emotivo, innescato dalla circostanza che la donna era rientrata a notte inoltrata nonche' dal fatto che l'imputato sospettava che la stessa avesse intrapreso altra relazione". Secondo la Corte, Anna Costanzo "non era semplicemente l'amante dell'imputato, era la sua compagna, la consigliera, la persona a cui rivolgersi per chiedere aiuto psicologico. Il ruolo avuto dalla vittima nella vita dell'imputato era la chiave di lettura delle azioni e delle reazioni di Angelillo che temeva di essere abbandonato".




