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Teatro: Leo Gullotta ritorna da protagonista allo Stabile di Catania (2)

domenica 18 novembre 2012
Teatro: Leo Gullotta ritorna da protagonista allo Stabile di Catania (2)

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(Adnkronos) - Dopo il Falstaff delle Allegre comari di Windsor, Gullotta torna dunque a Shakespeare con 'A Midsummer Night's Dream', nella traduzione e nell'adattamento firmati a quattro mani dallo stesso Grossi e da Simonetta Traversetti. La messinscena sceglie la stilizzazione delle scene e dei costumi disegnati da Luigi Perego. Ampio respiro nell'economia dello spettacolo avranno le musiche originali di Germano Mazzocchetti e le coreografie di Monica Codena, che concorrono al suggestivo impatto visivo ravvivato dalle luci di Franco Buzzanca. Leo Gullotta e' affiancato da un cast di qualita' che annovera Mimmo Mignemi, Emanuele Vezzoli, Leonardo Marino, e ancora - in ordine rigorosamente alfabetico - Fabrizio Amicucci, Ester Anzalone, Alessandro Baldinotti, Valeria Contadino, Adriano Di Bella, Salvo Disca, Antonio Fermi, Luca Iacono, Marina La Placa, Liliana Lo Furno, Fabio Maffei, Federico Mancini, Sergio Mascherpa, Irene Tetto, Massimo Arduini, Francesco A. Leone, Marzia Licciardello, Mauricio Logeri, Rachele Petrini. Una compagnia numerosa per un lavoro corale, scritto verosimilmente tra il 1594 e il 1596 per essere rappresentata in occasione di un importante matrimonio dell'alta aristocrazia londinese. "Shakespeare - evidenzia il regista Fabio Grossi - compone un'opera dal sapore particolarissimo. Un capolavoro che, nella sua atipicita', elude e al contempo lambisce le convenzionali classificazioni di genere, partecipando e sfuggendo tanto al lirismo della commedia epitalamica che, ad esempio, al manierato concettismo rinascimentale della commedia eufuistica. Il suo gusto sta proprio nella diversita' delle spezie che ne condiscono l'insieme. E Shakespeare equilibra con raffinata esattezza i sapidi elementi che concorrono all'alchimia del tutto: l'onirismo fantastico, il realismo, la digressione mitologica, la schermaglia d'amore e, certo non ultima, la parodia". (segue)