Roma, 12 giu. (Adnkronos) - La Protezione civile, a venti giorni dalla prima scossa in Emilia Romagna, prosegue i sopralluoghi per verificare l'agibilita' degli edifici. Finora sono state 6.736 le strutture controllate nelle zone colpite dal sisma: circa un terzo quelle dichiarate inagibili. Come si legge in una nota della Protezione civile, circa il 37% degli edifici sono stati classificati agibili, il 17% temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibili, il 2% temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, il 33% inagibili e il 5% inagibili per rischio esterno. Le squadre di rilevatori sono composte da squadre di tecnici del Sistema di Protezione Civile Nazionale, prevalentemente appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, alle Regioni, agli Enti locali, alle Universita' dell'Emilia Romagna e agli Atenei che operano nell'ambito della rete di laboratori di ingegneria sismica (ReLUIS), ma che vedono anche il concorso di professionisti formati con corsi specifici secondo precedenti protocolli d'intesa siglati con i consigli nazionali di geometri, architetti e ingegneri. Per avere risultati sicuri sull'agibilita' delle abitazioni e' pero' necessario attendere piu' tempo. Infatti, come precisa la Protezione civile nella nota "e' importante ricordare che la valutazione di agibilita' in emergenza post-sismica e' una valutazione temporanea e speditiva, vale a dire formulata sulla base di un giudizio esperto e condotta in tempi limitati, in base alla semplice analisi visiva ed alla raccolta di informazioni facilmente accessibili, volta a stabilire se, in presenza di una crisi sismica in atto, i cittadini possano utilizzare gli edifici colpiti dal terremoto restando ragionevolmente protetti dal rischio di gravi danni".




