Roma, 13 giu. (Adnkronos) - L'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova che ha provocato 92 feriti ha arrecato una "profonda offesa al nostro Paese. Anche all'estero ci si aspetta giustizia". Lo ha sottolineato l'avvocato Gilberto Pagani, rappresentante di alcune parti civili nel processo, nel corso della sua arringa in Cassazione. Il legale, nel chiedere alla Suprema Corte "una parola certa per tutti", ha evidenziato come nell'irruzione alla scuola "da parte dei poliziotti siano stati arrecati danni permanenti a tante persone. Ci sono anche episodi di stress post-traumatico". Sulla stessa lunghezza d'onda l'avvocato difensore di Lorenzo Guadagnucci, il giornalista rimasto coinvolto nel blitz che si rammarica del fatto che "l'Avvocatura dello Stato non si sia costituita parte civile contro i poliziotti. Non si chiede giustizia sommaria da parte nostra ma semplicemente che venga riconfermata la responsabilita' degli imputati". Dal canto suo l'avvocato Paolo Angelo Sodani, difensore di Manfredi Provenzano il 18enne ferito nell'irruzione alla scuola afferma: "ammettiamo anche che i poliziotti quella terribile notte avessero pensato che all'interno della Diaz ci fossero dei terroristi, il fatto e' che, una volta dentro, si erano palesemente accorti delle persone con cui avevano a che fare. E invece hanno agito con violenza brutale. Il mio cliente e' stato pestato per 15 minuti dagli agenti e lo hanno trascinato per tre piani della scuola. Diciamola chiaramente, il vero miracolo e' che nel blitz non ci sia scappato il morto". (segue)




