(Adnkronos) - Il gruppo secondo l'ipotesi accusatoria operava con una modalita' estremamente collaudata che si ripeteva in ogni operazione. Cittadini italiani disponibili ai matrimoni combinati venivano selezionati tra le persone in grave difficolta' economica. A queste persone l'organizzazione offriva l'opportunita' di un facile guadagno. Il falso coniuge italiano veniva ricompensato con una cifra compresa tra i 2.000 e i 2.500 euro. Ogni appartenente all'organizzazione aveva un compito preciso in maniera tale da coprire tutti i vari aspetti gestionali dell'illecito. Il primo passo era costituito dall'inizio delle pratiche per il rilascio del passaporto necessario per l'ingresso in Marocco. Venivano poi acquistati i biglietti aerei ed era organizzato perfino il trasferimento all'aeroporto di Fiumicino. Una volta in Marocco gli italiani alloggiavano in un appartamento a Casablanca di proprieta' di uno degli esponenti dell'organizzazione. (segue)




