Roma, 14 giu. - (Adnkronos) - I social media sono la nuova piazza pubblica, l'agora', "lo spazio pubblico del nuovo secolo" per dirla con Hillary Clinton. E, in un reportage sulla "Stampa" a firma del direttore, Mario Calabresi, a spiegare la nuova diplomazia Usa e' direttamente il consigliere per l'Innovazione del segretario di Stato americano, Alec Ross. "il mondo non sta cambiando: il mondo e' gia' cambiato -esordisce Ross-. Piu' trasparente, meno piramidale e gerarchico e ogni cosa si sta trasformando: il potere, la politica, la diplomazia e il giornalismo non saranno mai piu' quelli di prima, chiunque li governi e chiunque li diriga". Il Dipartimento di Stato, seguendo negli anni una direzione intuita per primo da Colin Powell e intensificata durante la presidenza Obama, punta tutto sulla cosiddetta "Twiplomacy", la diplomazia via Twitter. Esistono figure di funzionari mai esistite prima, come Victoria Esser che sovrintende a siti, pagine Facebook e profili twitter dei diplomatici Usa. "Dobbiamo coinvolgere la societa' in maniera piu' ampia -spiega Ross, che oggi sara' a Torino per il forum dedicato proprio a questo argomento, insieme al ministro degli Esteri, Terzi-, e' cambiata la natura dei nostri interlocutori". Ma i social non sono, avvisa Ross, i creatori di eventi: solo amplificatori. Cosi', la Primavera araba so e' sviluppata sul web ma nasce dal malessere delle popolazioni. Logica conseguenza: cambiano le dinamiche dell'informazione, spiega il portavoce dell'ambasciatrice Usa all'Onu: al Palazzo di Vetro ha affrontato una lunga discussione per decidere se affidare alle agenzie o a Twitter le notizie piu' importanti. "Abbiamo scelto Twitter, perche' ci consente di raggiungere piu' fonti e parlare direttamente con le persone, nei nostri termini e nei nostri tempi. I media tradizionali possono riprendere la notizia direttamente da li'.




