(Adnkronos) - In sostanza, secondo l'assessore Milia, "si avvantaggerebbero le lingue minoritarie presenti nel territorio italiano, gia' protette da trattati internazionali o da statuti di specialita' piu' avanzati di quello sardo, mentre la nostra lingua verrebbe relegata allo status di lingua di seconda categoria. Di fatto, ne' la Regione ne' lo Stato potranno legiferare efficacemente per un reale e 'normale' utilizzo nelle scuole e non si avranno gli strumenti politici e legislativi per una maggiore visibilita' della lingua nei mezzi di comunicazione e in particolare nella Rai. "Una situazione simile - sottolinea Milia - riguarda ad esempio il friulano. Nonostante sardo e friulano siano le due lingue piu' parlate e piu' diffuse nei rispettivi territori, lo Stato privilegia la tutela del tedesco (Sud Tirolo), del francese (Valle d'Aosta), dello sloveno (Friuli Venezia Giulia) e del ladino (Valli Badia, Gardena e Fassa)". L'assessore Milia, nel campo della politica linguistica ha inoltre assunto un'altra importante iniziativa. Di concerto con il Presidente Ugo Cappellacci ha richiesto l'avvio dell'iter per l'approvazione di una norma di attuazione dello Statuto Speciale della Sardegna in relazione al trasferimento di funzioni e gestione diretta dei fondi per le minoranze linguistiche della Legge 482/99.Di queste tematiche si era discusso durante la recente visita in Sardegna del Ministro della Coesione Territoriale, Fabrizio Barca.




