Palermo, 15 giu. - (Adnkronos) - Dialogo, cooperazione, regole comuni per grandi pescherecci e piccole imbarcazioni e una gestione delle risorse marine condivisa da tutti i Paesi del Mediterraneo. Una scommessa a cui resta legato il futuro della pesca e di chi con essa vive, si tratti di italiani, algerini, libici, marocchini, tunisini o turchi. Ecco perche' la tre giorni dello Slow Sea Land, che si e' tenuta nel centro storico di Mazara del Vallo, oltre a catturare l'attenzione di 15 mila visitatori che hanno potuto gustare le prelibatezze offerte da produttori siciliani e maghrebini, ha gettato le basi per una nuova stagione di politiche lungimiranti, condivise da tutti i soggetti coinvolti nella filiera ittica, che consentano al mare di ripopolarsi adeguatamente. Alla grande rassegna organizzata da Regione siciliana e Slow Food Italia il Tgweb (www.regione.sicilia.it/tgweb) dedica uno speciale.




