Milano, 15 giu. (Adnkronos Salute) - L'amore per gli animali, anche per quelli più reietti, è costato caro a un cinquantenne americano. L'uomo, di cui non sono state diffuse le generalità, è infatti ricoverato in gravi condizioni in un ospedale dell'Oregon per un caso sospetto di peste. Secondo quanto riportano i media internazionali, avrebbe contratto l'infezione mentre cercava di strappare un topo dalle fauci di un gatto che viveva nel vicinato. Gli accertamenti medici sono in corso e al momento non sarebbe ancora chiaro quale sia stato, fra la preda e il predatore, l'animale 'untore'. Pochi giorni dopo essere stato morsicato durante il tentato salvataggio, il cinquantenne si è ammalato e si è rivolto a un ospedale dove i medici hanno riconosciuto i sintomi tipici della 'morte nera', il morbo responsabile della pandemia più letale nella storia dell'uomo, che ha ucciso 25 milioni di europei dal 1348 al 1350. Inizialmente i dottori hanno sull'uomo notato i segni classici della peste bubbonica, con linfonodi ingrossati a livello di ascelle e inguine. Successivamente il paziente ha manifestato dolori addominali e sanguinamenti, sintomi della peste setticemica, un'altra variante dell'infezione. L'americano è stato sottoposto ad analisi che permetteranno una diagnosi più precisa e ufficiale. Sotto esame anche il corpo del gatto, che da circa 6 anni viveva nei dintorni dell'abitazione dell'uomo, e che dopo l'accaduto è morto. I medici ricordano che la peste, causata dal batterio Yersinia pestis, può essere trasmessa da roditori e altri carnivori, inclusi cani e gatti. Oggi l'infezione si può curare con farmaci antibiotici, che tuttavia vanno somministrati tempestivamente. In caso contrario, il paziente muore in pochi giorni. "La malattia è molto grave, ma ora si può guarire", dice Emilio DeBess, della sanità pubblica veterinaria dell'Oregon, citato dai media che in queste ore stanno dando risalto alla notizia. "Certamente - chiosa l'esperto - afferrare un topo dalla bocca di un gatto non è una buona idea".




