(Adnkronos) - Inoltre, il magistrato nel provvedimento presentatio alla Cassazione ribadisce che nella sentenza d'appello " si censura come nessuna motivazione sia stata spesa in ordine all'esistenza di una triangolazione politico-mafiosa tra Salvatore Cuffaro, Giuseppe Guattadauro e Domenico Miceli, triangolazione affermata dalla stessa Cassazione nella sentenza 'talpe' e nella sentenza di condanna del coimputato Miceli (ex assessore comunale di Palermo condannato per mafia ndr)".Infine, il pg Patronaggio evidenzia nel ricorso "che non puo' non rilevarsi come non valga a colmare il sostanziale difetto di motivazione della sentenza impugnata la diffusa giruisprudenza acriticamente e non pertinentemente riportata dalla Corte in ordine al divieto di ne bis in idem in fase cautelare". Infine, Patronaggio denuncia "l'omessa motivazione circa il fatto che l'imputato abbia coscientemente e volontariamente posto la sua attivita' di uomo politico e delle istituzioni al servizio di Cosa nostra e in particolare al servizio della famiglia mafiosa di Brancaccio di Guttadauro, della famiglia Mandala' di Villabate, abbia favorito gli interessi economico-mafiosi di Aiello e di Provenzano nonche' direttamente aiutato quest'ultimo e Matteo Messina Denaro a sottrarsi alle ricerche".




