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Omicidio Meredith: Sollecito, volevano che mentissi per incastrare Amanda (2)

domenica 23 settembre 2012
Omicidio Meredith: Sollecito, volevano che mentissi per incastrare Amanda (2)

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(Adnkronos) - Sollecito nel libro rivela la prima sera con Amanda, quando la invito' a casa per vedere un film: arrivati a casa Raffaele mette su il dvd, ma, scrive, "appena mi sistemai vicino a lei il film era gia' bello e dimenticato. Non erano ancora finiti i titoli di apertura che gia' ci eravamo levati i vestiti l'uno dell'altra. La mattina dopo mi svegliai con Amanda ancora abbracciata a me". Sollecito racconta poi la notte degli interrogatori: "Dopo quattro anni - scrive - magari non ricordo perfettamente l'ordine delle domande e delle risposte, e la Polizia, che registrava assolutamente tutto quello riguardava me e Amanda, sostiene di non aver registrato proprio gli interrogatori di quella notte. Quello che ricordo bene e' il modo, il tono, di quell'interrogatorio, perche' mi spavento' a morte, ed ebbe un impatto catastrofico". E accusa di aver sentito "i poliziotti urlare addosso ad Amanda", i "pianti e i singhiozzi" della ragazza. "Pensavo che la Polizia fosse fatta di onesti difensori della pubblica sicurezza", scrive Raffaele, "ma questi mi sembrava che si comportassero piu' come dei banditi". Mentre il dramma si consuma nell'altra stanza, racconta Raffaele, il poliziotto che lo controlla gli si avvicina: "Se provi ad alzarti e andartene, ti pesto a sangue e ti ammazzo. Ti lascio in una pozza di sangue". "Poi mi si gelarono le ossa", scrive Raffaele, "quando sentii i lamenti di Amanda dall'altra stanza. Urlava in italiano, 'Aiuto, aiuto!'". "Ma cos'e' questo?", si chiede Raffaele, "Quando finira'?".