Roma, 20 set. (Adnkronos Salute) - Maxi-risarcimento da 7,2 milioni di dollari negli Stati Uniti, per un uomo ammalatosi per colpa dei suoi popcorn preferiti. Fara' parlare la vicenda di Wayne Watson, che ha fatto causa a un produttore di popcorn lamentandosi di aver contratto proprio a causa dei 'chicchi di mais' la bronchiolite obliterante, una rara malattia polmonare che si ritiene provocata dall'inalazione di una sostanza usata per dare sapore al burro artificiale usato nei popcorn da microonde. Una patologia che, di solito, colpisce i lavoratori di questo settore. Watson si era scagliato contro l'azienda che produce i popcorn per microonde da lui stesso mangiati per anni, e i giudici di un tribunale federale del Colorado gli hanno dato ragione: la ditta Gilster-Mary Lee Corp e il rivenditore dei popcorn nel mirino (la compagnia di supermarket Kroger Co) dovranno risarcire all'uomo, ammalatosi nel 2007, ben 7,2 milioni di dollari (circa 5,5 milioni di euro), in una proporzione rispettivamente dell'80% e del 20% della somma. Entrambi secondo i giurati sono colpevoli di non aver informato correttamente i consumatori dei rischi che correvano. All'origine della patologia dell'uomo ci sarebbe il diacetile, un ingrediente che serve a dare il sapore e il profumo del burro al mais da usare per fare i popcorn. Un ruolo chiave nella vicenda di Watson l'avrebbe avuto la testimonianza di Cecile Rose, il medico che ha diagnosticato all'uomo la sua 'malattia da popcorn'. La dottoressa, infatti, era stata consulente per l'azienda produttrice e aveva visto la stessa malattia di Watson tra i lavoratori esposti alla sostanza chimica. Anche per via della sua testimonianza, riferisce la stampa anglosassone, la difesa dell'azienda, che puntava il dito contro il lavoro dell'uomo, per anni a contatto con le sostanze chimiche necessarie per pulire i pavimenti, non ha convinto la giuria.




