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Annozerato Travaglio

Tutti Michele, Michele, ma il povero Marco?
di Albina Perridomenica 23 maggio 2010
Annozerato Travaglio

1' di lettura

Tutti «Michele Michele», ma allora il povero Marco? Nessuno che ne capisce il dramma? Vi rendete del micidiale uno-due che rischia di cancellarlo in un pugno di giorni? Prima, mercoledì scorso, l’annuncio che «Michele ciao» e tanti saluti al palchetto monologante in prima serata, il quadernino, i verbali, le barzellette. Lunedì, poi, se passasse la legge che vieta di pubblicare carte e intercettazioni prima del processo, Marco svaporerebbe proprio del tutto: un pesce senz’acqua, un uccello senz’aria, una farfalla senza crisalide, una mosca senza merda. Fortuna che non andrà come molti temono: le notizie, non necessariamente notizie di reato, si continueranno a dare comunque vada. Peraltro è divertente questa cosa per cui sembra che una notizia esista solo se è estratta da un faldone giudiziario: come se non esistessero le interviste, il giornalismo investigativo, le carte e i bilanci da spulciare, le visure da saper fare, quello che sulla Cricca ha fatto per esempio Fabrizio Gatti dell’Espresso o in parte ha fatto Saviano sulla Camorra. Come se, a costituire notizia, fosse solamente che tizio è indagato per un comportamento e non che il comportamento l’ha avuto. No inchiesta, no party: quando invece, all’estero, è quasi sempre no processo, no party. Chissà quando accadrà che la magistratura andrà a rimorchio dei giornalisti - italiani - e non viceversa.