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Fatta la legge. Trovata la toga

Appunto di FIlippo Facci
di bonfanti ilariadomenica 11 luglio 2010
Fatta la legge. Trovata la toga

1' di lettura

Noi ci arrovelliamo, per una legge ci dilaniamo, facciamo scioperi, spacchiamo partiti, intasiamo i talkshow, tutto questo per anni: tanto poi arriva un ordine non elettivo - si chiama Magistratura - che spazza via tutto in tre minuti. Su segreto istruttorio e intercettazioni l’abbiamo già raccontato: la norma in vigore, datata 1989, già imponeva la riservatezza che ora si cerca di ripristinare; basti che nel 1992 il vicepresidente del Csm Giovanni Galloni diceva ancora che «la stampa deve intervenire solo a conclusione delle indagini». Anche allora giornalisti e magistrati minacciavano scioperi. Poi la prassi e la giurisprudenza hanno spazzato via tutto. L’impianto del nuovo Codice elaborato per decenni, del resto, fu spazzato pure in tre minuti da una sentenza della Corte costituzionale datata giugno 1992: il processo, unico luogo in cui una testimonianza doveva trasformarsi in prova, fu ridotto a una vidimazione notarile delle carte che l’accusa aveva raccolto durante le indagini. Per rimettere le cose a posto, nel 1997, fu riformato l’articolo 513 ´(«giusto processo») ma la Corte Costituzionale spazzò via tutto l’anno successivo; per reintrodurre la riforma fu necessario modificare l’articolo 111 della  Costituzione, ma per questo servirono altri anni, nonché l’accordo - irripetibile - di tutto l’arco parlamentare.  Ora questo finimondo sulle intercettazioni proseguirà. Alla fine, fatta la legge, vedi titolo.