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Berlusconi: spese alte,

la sanità va privatizzata
di Luciano Moggisabato 27 settembre 2008
2' di lettura

Silvio Berlusconi lancia una nuova sfida: privatizzare le strutture ospedaliere per contenere le spese della sanità. Il progetto è stato illustrato dal premier nel corso del suo intervento all’incontro organizzato dai Liberali popolari di Carlo Giovanardi, a Todi. “Rispetto al Veneto e alla Lombardia, in Sicilia e in Sardegna le spese sanitarie sono del 40% più alte. La soluzione è il federalismo fiscale e anche la privatizzazione di molti ospedali pubblici”, ha dichiarato il presidente del Consiglio. Una difesa anche del federalismo che, ha ricordato, “è una riforma in cui la maggioranza conta”, una riforma grazie alla quale “si potranno abbassare le imposte". Tra i temi affrontati, anche quello della famiglia: “La famiglia per noi, nonostante questa pretesa modernità, è sempre e soltanto quella indicata dalla tradizione cristiana e dalla nostra Costituzione e cioè quella formata da un uomo e una donna per allevare figli”. Nel corso del suo discorso, Silvio Berlusconi ha poi lamentato la mancanza di fondi per la realizzazione di “grandi opere” e perciò sostiene la necessità che intervengano i privati per la loro realizzazione. “Bisogna fare 165 grandi opere ma i soldi non ci sono e dovremo trovarli anche con i privati attraverso il Project Financing”, ha detto il presidente del Consiglio. Altro tema delicato quello dei rifiuti, problema che è stato quasi del tutto risolto in Campania ma la situazione è “delicata” in altre regioni. “Avevamo detto che avremmo sgombrato i rifiuti a Napoli e che avremmo riportato la città alla sua originaria bellezza e al suo splendore e ci siamo riusciti”, ha detto il Cavaliere. “Siamo riusciti a riportare a Napoli lo Stato e lo abbiamo fatto prima dei tempi previsti”. “Ora”, ha concluso, “dobbiamo completare il ciclo di raccolta con i quattro termovalorizzatori. Io vado a Napoli mercoledì per far partire il secondo e il terzo, ma questo dobbiamo farlo anche in altre regioni in cui la situazione è delicata”.