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IN CONCORSO IL FILM – DOCUMENTARIO DI GIANFRANCO ROSI “SOTTO LE NUVOLE”

di Annamaria Piacentinivenerdì 29 agosto 2025
IN CONCORSO IL FILM – DOCUMENTARIO DI GIANFRANCO ROSI “SOTTO LE NUVOLE”

2' di lettura

Gianfranco Rosi è il regista e autore  più premiato a livello internazionale: Leone D'Oro, ORSO D'Oro, Premio EFA e candidato agli Oscar. Eppure se lo incontri è l'uomo più sensibile, educato e semplice che abbia mai conosciuto. Mi ha colpito che al Lido sia stato applaudito  anche dai giovani, che spesso, sono più colti dei “vecchi” tromboni. Il suo film, girato in bianco e nero, ci  racconta il fervore, la passione e la paura che ogni piccola scossa di terremoto possa distruggere case e persone. I Campi Flegrei, zona a rischio ad un passo da Pozzuoli dove ci sono le famose fumarole, che in passato ispirarono alcune scene di un film interpretato da Totò, ora è diventata una realtà che fa paura. La zona è a rischio e la gente, come racconta Rosi, continuamente telefona ai vigili del fuoco: “Scusate, avete sentito la scossa, chiede una signora? ”che devo fare, sul fuoco avevo messo un bel ragù...” “Non si preoccupi,” risponde un vigile, “non c'è stata nessuna scossa”.Insomma, in questi casi si diventa terremoto-dipendenti. Ma, tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli la terra trema. In alcune scene si entra anche a Pompei dove sono state trovate sotto una terra fangosa i resti di una cività passata. Sono  uomini, donne e bambini, che quando arrivò   l'esplosione di lava dal Vesuvio rimasero a terra senza nessuna possibilità di salvarsi. E questo ti costringe a cercare di capire il perchè di tanta violenza. Ottima l'ennesima prova di Rosi, il suo sgurdo critico è  incisivo e perfetto. Paolo Del Brocco, Presidente di Rai Cinema lo elogia: “Ho avuto la fortuna di girare a livello internazionale con Rosi ed è stimato da tutti. Gianfranco è unico al mondo, da regista ha un punto di vista diverso, anche per la profondità del suo linguaggio”.

Rosi, quando è nata l'idea di fare questo film?

“L'idea iniziale era scritta in poche pagine in bianco e nero. Forse c'era la paura, nonostante il sole di Napoli. Ma il bianco e nero è dovuto anche alle nuvole che diventavano grigie, insinuose, e trasformavano la realtà”.

Quindi, nelle cose reali che filmava c'era una grande libertà di espressione, giusto?

“Sì, quella di lasciarsi andare, ma ci sono voluti tre anni di lavoro. Tutto ciò ha fatto sì che nascesse una storia quasi inaspettata, come la devozione che lega uno all'altro. Un elemento fondamentale è Napoli. E' come  una composizione di note che appartiene alle note successive”.

Intanto la terra trema, e nonostante ciò, ci sono momenti di comicità.

Molte persone erano spaventate solo all'idea che ci potesse essere ancora una scossa”.

Le voci che si sentono al telefono, sono autentiche?

“Sì, assolutamente reali. Ho avuto anche voglia di incontrare una di queste persone, ho provato dei sentimenti forti. Quelle telefonate raccontavano una vita fatta di paura e delusione”.