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Ue, Casasco: "Il governo protegge l'acciaio green italiano"

giovedì 19 marzo 2026
Ue, Casasco: "Il governo protegge l'acciaio green italiano"

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"Il recente Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che abbassa drasticamente le soglie per l'obbligo di notifica sulle esportazioni di rottami metallici critici rappresenta un segnale politico forte e inequivocabile da parte del nostro governo. Proteggere il rottame significa proteggere il cuore pulsante della nostra industria siderurgica e difendere la leadership italiana in Europa nella produzione di acciaio green". Così il deputato e responsabile economico di Forza Italia, Maurizio Casasco. "L'Italia - prosegue - si conferma al vertice continentale con quasi il 90% della propria produzione di acciaio realizzata tramite forno elettrico ad arco (EAF), un modello virtuoso che garantisce emissioni nettamente inferiori rispetto al ciclo integrale tradizionale basato sul minerale di ferro. In questo ecosistema, il rottame non è uno scarto, ma una materia prima strategica di inestimabile valore, la chiave di volta per l'effettiva transizione ambientale dell'industria pesante. Plaudiamo all'azione del vice premier Tajani, e di tutto l'Esecutivo, che con questo provvedimento introducono un monitoraggio stringente e puntuale, calibrato sulle specificità dei diversi materiali". "Le nuove soglie permetteranno di arginare speculazioni e di mappare con precisione flussi che rischiano di impoverire il nostro tessuto produttivo. Tuttavia, l'azione nazionale da sola non può bastare. L'Europa, ricchissima di rottame, si trova oggi paradossalmente esposta alle dinamiche di un mercato globale privo di regole condivise. L'assenza di una normativa comunitaria forte che limiti o riduca l'esportazione di rottame fuori dai confini dell'Unione sta penalizzando gravemente la competitività delle nostre acciaierie. Le imprese europee - osserva Casasco - sono strette in una morsa: da un lato i doverosi, ma onerosi, target di decarbonizzazione imposti da Bruxelles; dall'altro la competizione feroce, spesso sleale, dei produttori del Far East e di altre economie emergenti. Questi competitor, che non dispongono di un bacino interno di rottame paragonabile al nostro, acquistano, spesso sussidiati, la nostra materia prima per alimentare una sovraccapacità strutturale, producendo acciaio con standard ambientali e sociali infinitamente inferiori ai nostri e inondando poi i nostri mercati con prezzi aggressivi".  "Il monitoraggio italiano deve fungere da apripista per l'attivazione immediata di clausole di salvaguardia a livello europeo e che si proceda, come già per primo denunciai in una mia mozione del Febbraio 2024, a rivedere l'impatto della CBAM per sostenere l'intera filiera della trasformazione, estendendo ai componenti e prodotti finiti il suo ambito di azione. Diversamente si rischia in concreto di favorire lo spostamento fuori dall'Europa delle produzioni manifatturiere, senza per altro raggiungere i target ambientali auspicati. Auspichiamo un intervento tempestivo della Commissione Europea che dia seguito concreto agli annunci del recente Piano d'azione per l'acciaio e i metalli e del RESourceEU Action Plan. Il rottame ferroso e non ferroso deve essere formalmente riconosciuto come materia prima secondaria strategica a livello continentale. È necessario ridurre, o addirittura bloccare, l'export di questa risorsa vitale verso Paesi che non rispettano i nostri stessi standard ambientali. Solo tutelando il nostro rottame potremo garantire la competitività della siderurgia europea, preservare l'occupazione e vincere la sfida epocale della transizione ecologica", conclude Casasco.