L'evento dell'anno sta per ripartire. È così che tutti ormai chiamano “Cortinametraggio”, l'appuntamento che insegna, costruisce e fa nascere nuovi talenti. Fondato e presieduto da Maddalena Mayneri, è diretto da Niccolò Gentili e dal regista Aldo Iuliano ed è condotto dal bravissimo Roberto Ciufoli. Giunto alla ventunesima edizione, stravince per la serietà con cui è stato costruito, per la forza e la volontà di una giovane donna che non ha mai mollato, lottando in prima persona per raggiungere la meta prefissata. Sin da piccola ha vissuto tra le montagne ampezzane, sognando uno spazio dove poter realizzare i propri sogni. Cresciuta a Trieste con la famiglia, dove ha studiato, ha sempre pensato che un cinema giovane, fatto di progetti e amore, fosse necessario. Oggi gli applausi se li merita tutti, perché dalla “scuola” di Cortinametraggio sono nati registi e autori che oggi, con i loro film, riempiono le sale cinematografiche ottenendo un box office che spesso supera il cinema d'oltreoceano. Il mito si rinnova ed è concepito passo dopo passo in un universo fatto di cinefilia e passione vera per il grande schermo e i suoi protagonisti. Incontriamo Maddalena Mayneri per questa intervista: bella, intraprendente, coraggiosa, è un esempio per tutte le donne che hanno idee. Ma questo non è un optional: si vince solo se si ha la stessa forza e la stessa cultura per metterle in atto. Il cinema lo devi amare.
Maddalena, che rapporto ha con Cortina?
“Trieste è la mia città, spesso sono anche a Roma, ma Cortina è il luogo dove sono cresciuta, dove ho imparato a voler bene, a capire la vita e ciò che mi dava gioia. È sempre nel mio cuore. Vorrei che tutte le persone che vengono a Cortina possano provare le stesse emozioni e quel sentimento che dà valore alla vita: l'amicizia vera, profonda”.
Ed è nato “Cortinametraggio”. Il suo festival funziona, si insegnano anche valori importanti che in molti riconoscono. Come ci è riuscita?
“Cerco di trasmettere gli stessi valori che ho imparato io a tutti i giovani che arrivano qui. Questo è molto importante. Da noi si è creato un brand che dal '97 è cresciuto, diventando un lavoro che si vive 365 giorni l'anno. A volte ‘sbotto’, perché non è facile puntare sulle idee e sui progetti da Trieste a Roma. Ma, a differenza di altri festival, qui c'è un team che è parte integrante del progetto. Si lavora con passione e la stanchezza non la senti più”.
Le novità dell'edizione 2026?
“Sono tante. Ci sarà Riccardo Scamarcio con un CSC Lab di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, che guiderà i giovani aspiranti interpreti nel Contemporary & Co, spazio di riferimento per l'arte moderna e contemporanea. Arriveranno anche il regista Paolo Genovese, Donatella Finocchiaro, Paola Minaccioni, Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Christian Marazziti, Aurora Giovinazzo, Ricky Memphis e tanti altri”.
Intanto il festival prosegue il suo cammino e diventa internazionale...
“Sì, arriva anche la Romania con i suoi cortometraggi. Siamo molto felici di averli qui. Saranno presenti l’Ambasciatrice rumena in Italia Gabriela Dancau e la Principessa Sofia di Romania”.
Tutto da sola. Mi tolga una curiosità: perché una bella donna come lei, colta e brillante, non ha il compagno giusto?
“Non è facile trovare quello giusto. E poi molti uomini scappano, dicono: sei troppo forte! Ma per me non c'è differenza tra uomo e donna, se si hanno le stesse idee. Però...”
Però?
“Vorrei trovare un uomo che mi voglia bene, che mi capisca e mi renda serena. Non sono una ‘gossippara’, io vivo di passioni e credo in ciò che faccio. È Cortina che mi regala l'entusiasmo, la voglia di ricominciare ogni giorno guardando il mondo con gli occhi felici di quando ero bambina e vivevo qui, con la mia mamma. Anni indimenticabili, in cui tutto è rimasto come allora, nel cuore e nella mente. Cortinametraggio oggi è il mio regalo alla vita”.




