Attore, sceneggiatore e produttore, a soli 22 anni Filippo Librando è stato riconosciuto come talento emergente, prima da Fabrique du Cinema e poi dai giurati del festival Cortinametraggio. Più bello di Leonardo di Caprio, quando girava “Titanic”, coraggioso come Tom Cruise, intraprendente come Timothèe Chalamet, l'attore lanciato da Guadagnino. Siamo certi che Librando diventerà noto anche in America, conosce perfettamente l'inglese ed è pronto a girare un film nella Grande Mela. Il suo successo? Credo sia una scommessa già vinta. Al festival di Cortinametraggio è nel cast del cortometraggio “Thanks For Your Service” diretto da un altro giovane genio, il regista Jonathan Elia. Il corto, che nel cast vede anche Rosa Diletta Rossi, Alessandro Tersigni e la giovane promessa Beatrice Stella, è stato scelto e prodotto dall’Aeronautica Militare, in sinergia con Baluma Productions Srl e ha ricevuto il Premio OBE con questa motivazione: “E' stato raccontato con autenticità e sentimento, in un connubio fatto tra cinema d'autore e impegno istituzionale.” La storia parla di un intervento ad alta quota per salvare un giovane sepolto dal ghiaccio e dalla neve. Il suo cuore sta cedendo, ma l'arrivo della soccorritrice Valentina che fa parte del 15° Stormo dell’Aeronautica militare, comprende che è in grave pericolo. parla con lui, cerca di dargli coraggio, finché non riesce, insieme ai colleghi, a tirarlo fuori da quel buco profondo dove, senza il loro aiuto, non sarebbe mai stato più ritrovato. Tra star e neve, la perla delle Dolominti, con il lavoro fatto dalla splendida Maddalena Mayneri, ha vinto ancora.
Filippo, lei è nel cast del cortometraggio, legato all'Aeronautica, che ha vinto la sezione OBE al festival. Che effetto le fa?
È emozionante sapere che l'entusiasmo e l'amore che ho trasmesso al mio personaggio, sia stato sentito. Ho creduto sin dall'inizio in questa storia forte, incisiva, piena di sentimenti autentici. È stato bravo anche il regista Jonathan Elia, giovane come me, ma già pronto a proseguire il suo percorso con un film”.
Il festival Cortinametraggio è nato proprio per valorizzare i giovani talenti. Come avete realizzato il vostro progetto?
“Ogni anno Cortinametraggio sceglie di valorizzare, oltre a tanti temi interessanti, anche la storia militare italiana. Nella scorsa edizione c’era la Capitaneria di porto, ora l'Aeronautica militare, di cui siamo stati i protagonisti. Serviva un fatto eclatante per poter spiegare l'importante lavoro in cui operano tutti i giorni i piloti dell'aeronautica che vanno in soccorso di chi è in pericolo”.
La storia a quale argomento puntava?
“Ai sentimenti. Un incidente sulla neve rende immobile un ragazzo, quasi completamente sepolto dalla neve e da una lastra di ghiaccio. Quando arrivano i soccorsi, è sotto un attacco di panico. Intorno a lui, il gelo e la paura di non farcela. Ad aiutarlo, una giovane donna...”
Quando è nata la sua passione per il cinema?
“Ho 22 anni, e credo di averla avuta sin da piccolo. Nasco come attore, autore, e sceneggiatore, ho lavorato in molte serie televisive tra cui, recentemente “Una nuova vita”, con Anna Valle. Credo anche nel cinema indipendente, ho girato con registi giovani, passando dal ruolo del bravo ragazzo a quello del cattivo. Elia (il regista), in questo cortometraggio, mi ha dato la possibilità di scoprirmi in “panni” diversi, incisivi”.
Come giudica le fragilità di alcuni giovani?
“Un giovane che è capito e amato non le vive, se non è malato. In quel caso va aiutato. Molte persone non percepiscono questo, invece è importante essere compreso per diventare un adulto sicuro di sé. I miei genitori mi hanno sempre aiutato a costruire ciò che desideravo, ma bisogna cercare l'amore anche in chi ti rinnega”.
È successo?
“Purtroppo, c'è troppa invidia, questo è uno dei mali peggiori che girano intorno a chi cerca di farcela. Però, anche quando ricevo un torto, cerco di rispondere con un sorriso. È stata mia madre ad insegnarmi questi valori”.
Secondo lei, il cinema può dare delle possibilità quando racconta una storia che ci appartiene?
“Sì, credo che il cinema possa darci delle soluzioni. Un ruolo importante, come il corto che ho girato, ti fa percepire la sofferenza. Il cinema mi ha insegnato a non giudicare il cattivo, ma a cercare di capire il motivo delle sue azioni”.
Cosa si augura?
“Il mio auspicio è che si capisca quanto è importante la sicurezza, in ogni situazione. Solo così si arriva alla certezza che la vita può essere vissuta con serenità. Il nostro cortometraggio insegna il valore della vita”.
“Anche il cinema della Grande Mela va rinnovato come i suoi protagonisti. So che lei è molto amato all’estero. Ed ora la vorrebbero a Los Angeles, magari in un ruolo come dice lei da “cattivo”…cosa risponde?
“Sono affascinato da questo mondo, fatto di grande cinema, ci sono stato e me ne sono innamorato. Ma sono decisioni difficili da prendere. Se mi offrissero un ruolo importante in un film hollywoodiano, ci penserei, però dovrebbe essere perfetto per me. Qui ho molti amici, lavoro in tante serie tv...ora sono felice anche così. Poi vedremo se il tempo vorrà regalarmi altre, nuove emozioni. Le aspetto, la mia passione per il cinema non mi molla mai”.




