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UE, CASASCO (FI): REVISIONE CBAM IN LINEA CON MOZIONE FORZA ITALIA

martedì 23 giugno 2026
UE, CASASCO (FI): REVISIONE CBAM IN LINEA CON MOZIONE FORZA ITALIA

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“La posizione italiana sulla revisione del CBAM è pienamente coerente con gli impegni contenuti nella mozione a mia prima firma, approvata il 10 aprile 2024, che chiedeva un meccanismo applicabile sia a monte sia a valle della filiera produttiva e una tutela rafforzata per le aziende maggiormente vocate all’export”.
Così il deputato di Forza Italia Maurizio Casasco, illustrando in X Commissione alla Camera un’interrogazione rivolta al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Casasco ha richiamato l’orientamento adottato il 12 giugno 2026 dai ministri delle Finanze dell’Unione europea sulla revisione del CBAM, che prevede l’estensione del meccanismo a circa 200 nuovi prodotti, il rafforzamento delle misure anti-elusione, l’ampliamento della clausola di sospensione e la semplificazione delle regole tecniche. “Il ministro Giorgetti ha chiarito che l’Italia avrebbe preferito un testo più ambizioso sul rafforzamento del CBAM, ma ha accettato la mediazione proposta in uno spirito di compromesso, auspicando ulteriori miglioramenti nel confronto con il Parlamento europeo”, ha sottolineato Casasco.

Secondo il deputato azzurro, CBAM ed ETS devono essere coordinati per coniugare gli obiettivi europei di decarbonizzazione con la competitività delle imprese: “solo produzioni europee forti e competitive potranno disporre delle risorse necessarie per investire nella sostenibilità; in caso contrario, il rischio è quello di una progressiva desertificazione industriale”, ha evidenziato. Casasco ha ricordato che il percorso europeo di decarbonizzazione mira alla neutralità climatica attraverso diversi strumenti regolatori, tra cui il sistema ETS, Emissions Trading System, introdotto nel 2005, e il CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism, istituito nel 2023. “L’ETS attribuisce un costo alle emissioni di carbonio all’interno dell’Unione europea, mentre il CBAM introduce un costo per i produttori extra-Ue che immettono beni nel mercato europeo”, ha spiegato.

Per Casasco occorre ora rafforzare ulteriormente il quadro europeo, estendendo la carbon tax anche ai prodotti finiti, intervenendo sulla competitività delle esportazioni e salvaguardando il rottame ferroso, “materia prima strategica per l’Italia”. “Il riciclo del rottame consente di produrre acciaio in modo più sostenibile rispetto alla produzione da minerale tramite altoforno e contribuisce concretamente agli obiettivi europei per un acciaio green”, ha osservato. Casasco ha inoltre ricordato che nel 2026 è prevista la revisione del sistema ETS e che l’Italia ha chiesto una temporanea sospensione del meccanismo, al fine di mitigare i costi in bolletta, insieme a una revisione dei suoi fattori distorsivi. “È condivisibile — ha concluso — la proposta avanzata dai settori hard to abate di riservare il mercato ETS ai soli operatori industriali, escludendo i fondi speculativi”.