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Tiziano Renzi a processo, le toghe hanno perso il fascicolo. Imbarazzo in aula

Andrea Valle
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Capita che nella foga di fare processi e trovare colpevoli qualche giudice dimentichi un faldone, ma ciò che è avvenuto ieri in Corte d'Appello a Firenze sfiora il ridicolo perché non solo il fascicolo non è stato portato in aula, ma non si trova proprio: l'hanno perso.
«Non è stato reperito», ha ammesso la presidente della Corte di appello agli avvocati di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo, condannati in primo grado per emissione di fatture false. Un fatto grave per l'avvocato Federico Bagattini, che assiste babbo Renzi: «È pacifico che i processi senza i fascicoli nella loro integrità non si possono fare», ha detto il legale. Così, per via di questa "distrazione" della corte, il processo rischiava di saltare, ma i giudici hanno spiegato di essere comunque in possesso di copia degli atti, per cui niente stop.
I genitori dell'ex premier sono stati condannati in primo grado a 1 anno e 9 mesi e sono imputati con l'imprenditore Luigi Dagostino, al quale è stata inflitta una pena di 2 anni. Ieri nella sua requisitoria il pg Filippo Di Benedetto ha chiesto la conferma delle condanne. Il procedimento riguarda il pagamento di fatture emesse da società dei Renzi nel 2015 per consulenze ad aziende riferibili a Dagostino. Il processo di appello è stato aggiornato al 7 luglio, quando parleranno il legale della società Tramor, costituitasi parte civile, e le difese degli imputati. I legali avevano chiesto alla corte che si decidesse preliminarmente sulla riapertura del dibattimento, senza andare alla discussione. Al rigetto di questa richiesta i Renzi ieri sono usciti dall'aula per alcuni istanti per poi rientrare. «Avevamo chiesto espressamente», ha detto ancora l'avvocato Bagattini, «che ci fosse la fonoregistrazione perché erano previste delle cospicue dichiarazioni spontanee da parte degli imputati, ma addirittura anche il loro stesso esame, e quindi a questo fine era necessario avere il tecnico della fonoregistrazione, ma il tecnico anche lui come il fascicolo non lo hanno trovato».
Intanto nelle stesse ore in tribunale a Roma veniva ascoltato il grande accusatore del caso Consip, l'ex Ad Luigi Marroni in veste di testimone. Il processo vede impuntati, tra gli altri, l'ex ministro Luca Lotti, Tiziano Renzi, l'imprenditore Alfredo Romeo e l'ex generale dell'Arma, Emanuele Saltalamacchia. Rispondendo alle domande del pm Mario Palazzi, Marroni ha ricostruito il rapporto con Lotti. «L'allora sottosegretario Lotti mi ricevette nel suo ufficio e quando uscimmo mi disse: "stai attento" e agitò il telefonino, alludendo alle intercettazioni». L'ex numero uno di Consip si è poi soffermato su un incontro avuto, sempre con Lotti, nel 2016. «Mi disse di essere "gentile con Verdini, che ci tiene su il governo"». 

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