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Nicola Gratteri, minacce ai giornalisti: "Aprire una pratica al Csm"

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mercoledì 11 marzo 2026
Nicola Gratteri, minacce ai giornalisti: "Aprire una pratica al Csm"

2' di lettura

Il Consigliere laico del Csm Enrico Aimi "esprime piena solidarietà alla redazione de Il Foglio e alla giornalista destinataria delle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri". "Le parole rivolte al quotidiano - con il riferimento al fatto che 'dopo il referendum faremo i conti' - appaiono gravissime e del tutto inappropriate - afferma -, soprattutto perché pronunciate da un magistrato che ricopre l'incarico di Procuratore della Repubblica e che, proprio per questo, è tenuto a una rigorosa osservanza dei principi di equilibrio, misura e rispetto del libero esercizio dell'attività giornalistica".

Per Aimi "la libertà di stampa rappresenta un presidio fondamentale della nostra democrazia e non può essere oggetto di pressioni, neppure solo verbalmente evocate, soprattutto da parte di chi esercita funzioni requirenti". E ancora: "Le dichiarazioni attribuite al Procuratore Gratteri risultano inoltre irriguardose e difficilmente conciliabili con l'appello al rispetto dei toni e al confronto civile richiamato dal Presidente della Repubblica nel corso del recente plenum del Consiglio Superiore della Magistratura", aggiunge.

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Aimi annuncia "di aver predisposto una richiesta di apertura di una pratica, che sottoporrà anche agli altri componenti del Csm, affinché l'accaduto possa essere valutato nelle sedi competenti, nell'interesse della credibilità della magistratura e della tutela dei principi che regolano il corretto rapporto tra giustizia e informazione". 

Non si è fatta attendere la replica del diretto interessato. "Prendo atto della ennesima polemica. Però io so bene cosa significa essere bersaglio di minacce. Il nostro ordinamento prevede 90 giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per l'azione civile. Appena avrò un po' di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile". Così, all'ANSA, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri. "Se l'espressione da me utilizzata in una forma concisa non andava bene mi dispiace", ha aggiunto il procuratore di Napoli. 

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