La toga che fa paura alle toghe rosse. Il suo nome è Annalisa Imparato ed è sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, oltre a essere apertamente schierata per il "Sì" al prossimo referendum sulla giustizia. Ma perché incute così tanto timore? Semplice: perché nessun suo collega è disposto a sottoporsi a un confronto televisivo con lei. Prendiamo, per esempio, il caso di Silvia Albano. Si tratta del capo di Magistratura Democratica, la corrente più a sinistra delle toghe. Doveva partecipare a un dibattito in tv - a Cinque Minuti da Bruno Vespa proprio con la Imparato -, ma all'ultimo ha dato forfait senza un apparente motivo.
Nuovo ospite, stesso epilogo. Come spiega il Giornale, a fronteggiare le ragioni del No era stato inviato come "emissario" Giovanni Salvi, l'ex procuratore generale della Cassazione, in pensione, che vent'anni fa fu membro togato del Csm per Md. Ma anche lui si è sottratto all'ultimo minuto. Così la pm Imparato si è trovata di fronte Andrea Apollonio, sostituto procuratore di Patti. Non uno dei volti noti della campagna referendaria per il No, ma una seconda fila in grado di limitare le argomentazioni più spinose della collega. Dettaglio importante: Apollonio è entrato in magistratura solo nel 2019, proprio quando Luca Palamara scoperchiava il sistema delle correnti e delle nomine. Perciò non poteva essere accusato direttamente di fare parte di quel sistema.




