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Bernadette Nicotra, la giudice del Csm: "Pericoli inesistenti, io voto sì"

di Roberto Tortoramercoledì 18 marzo 2026
Bernadette Nicotra, la giudice del Csm: "Pericoli inesistenti, io voto sì"

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Pochi giorni ancora al referendum e c’è da una parte una certa fetta di magistratura grida al pericolo, mentre dall’altra c’è chi dentro le toghe invita alla calma. E lo fa senza giri di parole. Tra questi, Bernadette Nicotra, intervistata dal Corriere della Sera, che lo dice chiaro: “Nel testo definitivo non c’è un solo articolo che sottoponga il pm all’esecutivo”. Tradotto: nessun bavaglio, nessuna sudditanza. “La magistratura resta un ordine autonomo e indipendente”.

E ancora: “È un pericolo inesistente. Si fa solo un processo alle intenzioni”. Parole che smontano, pezzo dopo pezzo, la narrazione dell’Anm. Anzi, la riforma – quella tanto contestata – potrebbe addirittura rafforzare il sistema. “La separazione delle carriere può anzi rafforzare un principio fondamentale del giusto processo: la terzietà del giudice”. Un concetto semplice: chi giudica deve essere davvero terzo. Non solo esserlo, ma anche sembrarlo. Certo, il tema della credibilità resta. “La stragrande maggioranza lavora con dedizione”, precisa Nicotra.

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Però ammette: “Solo una parte minoritaria dei pm ha condizionato le scelte di politica criminale”. Ed è proprio qui che nasce il nodo. Perché quando la giustizia sconfina, la politica è costretta a intervenire. “C’è una parte della magistratura che… ha perso di vista il rigoroso rispetto delle regole”. Una frase che pesa, perché detta da chi quel mondo lo conosce dall’interno. E sulle incursioni nella politica? “Fortunatamente solo in poche occasioni”. Ma il principio è netto: “Non ci sono magistrati progressisti o conservatori. Solo magistrati che devono applicare la legge”. Infine il Csm. Riformarlo sì, demolirlo no. “Oggi dà prova di trasparenza, efficienza e celerità”. E con la riforma, assicura, “residuali condizionamenti… saranno definitivamente superati”. Resta qualche dubbio sul sorteggio: “È il tema più discutibile”. Ma anche qui, spiragli aperti. Insomma, tanta acqua su un fuoco fatuo, non c’è nessuna rivoluzione in atto. Nessuna mano del governo sulle toghe. Nessun dramma costituzionale.

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