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Grazia per Roggero, Nordio avvia la pratica ma Mattarella frena

Il Guardasigilli annuncia l'istruttoria per chiedere l'atto di clemenza nei confronti del gioielliere piemontese, ma arriva l'altolà del Colle: "Prerogativa esclusiva del Capo dello Stato, ognuno rispetti i limiti stabiliti dalla Carta"
di Brunella Bollolivenerdì 17 luglio 2026
Grazia per Roggero, Nordio avvia la pratica ma Mattarella frena

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La mobilitazione per la grazia a Mario Roggero è partita: tutto il centrodestra lo vuole fuori dal carcere. Non ci sono cedimenti. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avviato un’istruttoria per la grazia all’orefice che ha sparato per legittima difesa a due rapinatori, ma dal Colle Sergio Mattarella frena gli entusiasmi: «La Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica» il potere di graziare un condannato. Tradotto: ognuno rispetti la Carta.

La ola per il gioielliere di Grinzane Cavour, 72 primavere e una condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi che per lui «è pari a un ergastolo», è arrivata subito in Parlamento, i senatori della Lega hanno esibito in Aula la foto dell’orefice scandendo: «Mario libero subito». La maggioranza compatta chiede la clemenza per l’orefice che ad aprile 2021 uccise con la sua pistola calibro 38 due rapinatori in fuga dal suo negozio e ne ferì un terzo. Matteo Salvini è pronto a candidare Roggero per salvarlo dalla cella e alla Camera, dove si votava la legge elettorale, il capogruppo del Carroccio, Riccardo Molinari, coordinatore piemontese del partito, ha dichiarato che lo «Stato deve stare con le vittime dei ladri e non certo con i delinquenti. Per questo», ha aggiunto, «sollecitiamo il ministro di Grazia e Giustizia ad aprire un’istruttoria per chiedere la grazia per Mario Roggero».

Poco dopo da via Arenula si è diffusa la notizia dell’apertura dell’istruttoria da parte del ministro, convocato però ieri al Quirinale dal presidente proprio sul dossier Roggero, anche se il nome del gioielliere non viene citato nel comunicato. Mattarella, si legge, ha voluto «puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006». Il capo dello Stato, in sostanza, ha inteso richiamare Nordio, ma non solo lui, ai limiti della grazia, ricordando che senza le motivazioni della Cassazione il caso Roggero non può diventare propaganda. Un altolà dal Colle che per l’opposizione rappresenta una bacchettata al governo, ma anche a tutti coloro che a volte esondano dal proprio perimetro, sinistra inclusa. Le polemiche (pretestuose) sulla grazia concessa a Nicole Minetti si sono appena placate, sul tema il Quirinale non ammette sbavature. Tutti, quindi, evitino facili speculazioni.

Tuttavia è evidente che la condanna di Roggero a quasi 15 anni di cella, con una richiesta monstre di risarcimento danni alle famiglie dei ladri ha infiammato il dibattito politico e alimentato lo scontro tra maggioranza e opposizione. Per Salvini Roggero è «un padre, un nonno, un marito e un lavoratore che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio». Si tratta di un’ingiustizia anche per l’azzurro Antonio Tajani e per il ministro della Difesa, Guido Crosetto, per il governatore del Piemonte Alberto Cirio, per tutti i parlamentari di Fdi, di Nm, che da ieri raccolgono le firme per la grazia. In rete una petizione di cittadini ha già raggiunto oltre 170mila adesioni per «Roggero libero». Di opposto avviso M5S e Avs. E Futuro nazionale prova a polemizzare sulla mancata approvazione dell’emendamento Ziello all’ultimo decreto sicurezza.

Attacco respinto dal senatore di Fdi, Sergio Rastrelli: «Tutti ora cercano di appropriarsi della primogenitura di queste proposte che però sono nostre». Sulla legittima difesa si annuncia battaglia in vista delle Politiche.