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Annozero, Travaglio c'è

Ma senza contratto

23 Settembre 2009

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Annozero, Travaglio c'è

“O con Travaglio o Annozero non si farà”. Michele Santoro ieri ha parlato. Michele Santoro oggi ha ottenuto. Giovedì sera alle 21.10 su Raidue la prima puntata della nuova edizione di Annozero, dedicata alla libertà di informazione e dal titolo ‘Farabutti’, andrà regolarmente in onda. E Marco Travaglio non solo sarà in trasmissione, ma farà anche il suo editoriale. E ci saranno anche le vignette di Vauro. Lo si apprende da un comunicato della redazione di Annozero. Ospiti di Michele Santoro il segretario del Pd Dario Franceschini, il deputato del Pdl Italo Bocchino, il direttore di Libero Maurizio Belpietro, il direttore de L’Unità  Concita De Gregorio e il giornalista Enrico Mentana.

Masi-Calabrò, incontro saltato – Il nodo su Annozero è dunque finalmente sciolto. In mattinata tutto sembrava ancora estremamente nebuloso, a causa dell’annullamento dell'atteso incontro tra il direttore generale della Rai, Mauro Masi, e il presidente dell’Autorità per le garanzie nella comunicazioni, Corrado Calabrò. Nell’incontro i due avrebbe dovuto far luce sulle presenze all'interno del programma e soprattutto sulla posizione dell'opinionista Marco Travaglio.

Masi ha parlato però alla Commissione di vigilanza sulla Rai e ha precisato che “su Annozero stiamo solo facendo un approfondimento sulla scelta di un collaboratore esterno per una trasmissione che ha avuto tutto quello che ha chiesto. Approfitto di questa occasione - ha detto ancora Masi - per fare una riflessione: il servizio pubblico deve essere un servizio plurale, deve rispettare la pluralità dei cittadini. Nel corso della mia vita professionale, osservando la situazione sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna, non ho mai visto che reti del servizio pubblico facciano programmi contro. Le inchieste si devono fare trasparenti e secondo le regole. Non si fanno trasmissioni politiche contro. L'apriori va contro il servizio pubblico. Se c'è un'evasione del canone Rai al 30% vuol dire che, oltre alle cause tecniche, c'è una parte del Paese che non si riconosce nel prodotto Rai. E questo è un fatto”.

"Con Marco o nulla" – Martedì in conferenza stampa “Michele Santoro è categorico. Di alternative, per lui, non ce ne sono: Marco Travaglio è un elemento indispensabile per il suo programma di approfondimento, e se il giornalista verrà estromesso dal ‘cast’, allora la trasmissione non andrà in onda. Ieri a Roma, alla presentazione di Annozero, tra Santoro e il neodirettore di Raidue Massimo Liofredi sono volate scintille: mentre il giornalista-conduttore lamentava i ritardi sulla firma dei contratti (arrivata circa una settimana fa, fatta eccezione appunto per Travaglio) e per l'assegnazione delle troupe, completata solo tre giorni prima della partenza del programma, Liofredi ha opposto ragioni “tecniche”. Risposta, questa, che oltre a non averlo soddisfatto, ha letteralmente mandato su tutte le furie Santoro, che è sbotatto: “Sei un bugiardo. E querelami se vuoi, ma non ti conviene”. “Nessuna querela», ha detto quel punto Liofredi dicendosi pronto ad “ospitare” il programma su Raidue come il suo predecessore, Antonio Marano. Sempre peggio: il Michele furioso non l’ha presa affatto bene. “Ci ospita come i profughi, magari poi ci rimandate in Libia. Ma noi facciamo il 18% di share sulla tua rete. Non mi sembra che sia un dato da sopportare”. “Non sto sopportando, lo sto supportando”, ha replicato Liofredi; “Ho parlato di ospitare perché il mio gusto personale è diverso rispetto a quello che dovrebbe essere un programma di politica in tv”. “Ogni volta che noi andiamo in onda non solo ci ripaghiamo il programma, ma lasciamo nelle tasche dell'azienda 90-100 mila euro che servono per altri programmi”, ha proseguito Santoro, “e però veniamo trattati come 'wanted'. È assurdo. È evidente che in questo Paese ci sono dei vigilati speciali. Lo sono io e lo è Travaglio. Travaglio e Annozero solo la stessa cosa, perché Marco simboleggia quello che deve essere il servizio pubblico. Io non condivido molte delle cose che dice, ma credo che debba dirle nel nostro programma, almeno fino a quando non gliene faranno fare uno suo. Non si devono permettere di fare le liste dei buoni e dei cattivi. Gli italiani vogliono sentire più campane, non un unico campanaccio. Allora fategli sentire anche il campanelli di Travaglio, che peraltro per giovedì ha già preparato una bella botta su Tarantini...”, conclude Santoro.

Lettera 22 scrive a Liofredi – “Caro Massimo, Fai lavorare Travaglio. Anzi, dagli uno spazio doppio. E adesso ti spieghiamo il perché”. Inizia così la lettera aperta che l'associazione Lettera 22 indirizza al direttore di Raidue, Massimo Liofredi: “Pur non condividendo nulla, e sottolineo nulla, di quello che dice o scrive Travaglio i suoi monologhi e le migliori puntante di Annozero sono per noi occasione di svago e divertimento. Chi come noi fa questo mestiere, infatti, sa com'è difficile resistere giorno per giorno, quanto è complesso trovare la notizia. Guardiamo quindi con divertimento, ammirazione e (lo ammettiamo) un pizzico d'invidia questo autentico fenomeno che da bravo nipotino del fu pool di Milano, è riuscito a trasformare l'accoppiata Cavaliere più procure arrabbiate in una miniera d'oro. Cosa che per di più gli ha permesso di ottenere una tribuna catodica (pagata con il canone, quindi da tutti gli italiani) senza contraddittorio. Un'esperienza evidentemente davvero esaltante, tanto che ha pensato bene di farci un proprio quotidiano finanziato con i soldi pubblici. Tutto questo è entusiasmante e ci fa sognare se pensiamo anche ai libri da lui firmati a quattro o sei mani che non sono altro che la riproduzione anastatica di verbali giudiziari. Se poi la verità di una procura o di un'inchiesta non si rivela aderente alla realtà o se addirittura documenti spacciati come prove chiave si rivelano nel tempo dei falsi, beh... pazienza! Ecco perché siamo qui a pregarti di continuare a mandare in onda Travaglio, non solo perché così abbiamo da divertirci, ma soprattutto perché proprio Travaglio giustifica, anzi incoraggia, tante altre iniziative, che sappiamo essere nelle tue corde e nelle tue indubbie capacità, nelle quali tanti altri colleghi potranno sentirsi liberi di parlare a ruota libera senza doversi porre il problema di venire contraddetti o di giustificare quanto dicono; e tutto questo senza dover ricorrere a un giudice per imporli nel palinsesto. Terzo e ultimo motivo, giochi a parte, perché noi di Lettera 22 siamo per aggiungere voci e non per metterle a tacere”, conclude l'associazione.

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Commenti all'articolo

  • gbbonzanini

    05 Gennaio 2010 - 21:09

    ma è vero ciò che scrive un vostro lettore, che cioè la "nortel" di cui si è parlato ad annozero i cui dipendenti sono in procinto di essere lasciati a casa è riconducibile ad olivetti, quindi a de benedetti? se fosse vero, santoro e travaglio avrebbero afferrato la vacca per le balle, e lei caro compaesano belpietro, si sarebbe lasciato scappare una ghiottissima occasione.

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  • Indietrotutta

    25 Settembre 2009 - 14:02

    se un personaggio stufa il cittadino ha la possibilità di cambiare canale. Santorio non piace, si guarda altro. Questo è un atteggiamento liberale. Chiederne invece l'epurazione non lo è. Come pure non sarebbe nè giusto nè liberale avere 5 canali televisivi su sei che parlano la stessa lingua. Abbiamo il telecomando facciamo sì che possiamo sempre usarlo ma con efficacia.

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  • brasskit

    25 Settembre 2009 - 09:09

    Un po' di tempo fa, Libero aveva pubblicato le istruzioni per rinunciare legalmente al canone RAI. Non possono essere ripubblicate, vista la grande quantità di persone che sono stufe di pagare il canone RAI?

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