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Giustizia, Pdl all'opposizione:

"Facciamo la riforma insieme"

23 Ottobre 2009

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Giustizia, Pdl all'opposizione:
Appuntamento il 4 novembre alle 19 con tutte le forze politiche per discutere "tempi e modi" di una proposta di riforma della giustizia, per poi aprirsi al contributo di magistratura e avvocatura. A proporlo è, in un documento diffuso oggi, la Consulta Giustizia del Pdl. Il metodo di lavoro proposto si riallaccia espressamente all'esperienza della Bicamerale per le riforme presieduta nel 1997 da Massimo D'Alema. L'intento è quello di presentare in tempi brevi una proposta condivisa in Parlamento, mentre l'invito al Governo è attendere la conclusione dei lavori di questo "tavolo" prima di presentare una propria proposta di riforma costituzionale.

Il testo del documento - "La Consulta - si legge infatti nella parte conclusiva del documento - invita tutte le forze politiche a partecipare a un incontro presso i gruppi parlamentari, sala Colletti, il prossimo 4 novembre alle ore 19 per concordare tempi e modi di attuazione di tale proposta, tenendo conto comunque che sarà opportuno allargare successivamente la partecipazione agli incontri alla magistratura e alla avvocatura che potranno offrire, come di consueto, un valido ed efficace contributo. La Consulta ritiene che ove vi sia la effettiva volontà politica di individuare linee comuni sarà possibile elaborare un testo compiuto in tempi assai brevi e che comunque si potrà anche avviare un proficuo confronto sulle leggi ordinarie. La Consulta invita il governo a voler attendere la conclusione di tali lavori prima di voler eventualmente presentare un proprio testo di riforma costituzionale".

 

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Commenti all'articolo

  • agosman

    27 Ottobre 2009 - 09:09

    Ho l'impressione che nel PDL non abbiano ancora capito che con questa opposizione non si può dialogare. Non hanno ancora capito che la sinistra vuole dialogare solo quando è al governo. Ricordate la sventurata passata legislatura? Invocavano sempre il dialogo per questo o per quello perchè sapevano che non sarebbero durati. E quando sono caduti hanno tentato di resistere invocando "governi di scopo" per fare riforme istituzionali ed elettorali che ovviamente avrebbero fatto come pareva a loro e così avrebbero continuato di fatto a tenere il potere. E poi qualche voltagabbana strada facendo lo avrebbero anche trovato. Per fortuna le cose sono andate diversamente. Lo scorso anno qualcuno (non io) si è illuso che questa sarebbe stata una legislatura di riforme condivise. Ma tant'è. Non c'è niente da fare. Non collaboreranno mai. Non si tratta di Veltroni, Franceschini, D'Alema, Bersani e quant'altri. Sono tutti uguali. E' talmente radicato in loro l'odio verso Berlusconi e la loro invidia verso il centrodestra che li spinge persino a comportamenti lesionistici a danno del paese. Non hanno interesse al bene del Paese ma solo al bene del loro partito che si traduce poi nel bene di se stessi. La prova? Ieri Franceschini ha dichiarato testualmente:"Io servirò sempre il mio partito". Capito? Non ha detto "Io servirò sempre il mio Paese". Si è scordato che lo stipendio non glielo paga il partito ma lo Stato, cioè noi. Ma lui non vuole servire noi ma il suo partito che ovviamente ha altri interessi. In conclusione amici parlamentari del dentrodestra bando alle chiacchiere, rimboccatevi le mani e fate le riforme, sopratutto quelle costituzionali, che servono al paese. Se la sinistra ci sta bene (ma non ci credo) e se non ci sta ciccia. Vorrà dire che si faranno i referendum. Unica modestissima raccomandazione: non inserite in una ipotetica riforma costituzionale il federalismo perchè il sud non lo voterà vanificando così tutto il resto. I tempi non sono ancora maturi. Per prima cosa revisione del bicameralismo e riduzione del numero dei parlamentari, adozione del semipresidenzialismo, abolizione delle province, riforma radicale della giustizia. Di conseguenza riforma del processo penale e anche del codice penale. Il resto si farà nella legislatura successiva che sarà ancora targata centrodestra (salvo suicidio del PDL)

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  • brasskit

    26 Ottobre 2009 - 09:09

    Alla magistratura dico solo questo: fino a quando pensate di andare avanti a prendere gli stipendi che prendete, a godere dei previlegi di cui godete e a considerarvi liberi di fare quello che volete? Pensate invece a fare il vostro dovere che è quello di non fare tardare le sentenze. Avete lavoro arretrato? Fatelo, fate gli straordinari come tutti i poveri mortali del privato, lavorate almeno otto ore al giorno (nel privato chi ha i vostri stipendi ne lavora anche 10-12 senza retribuzione degli starordibnari, parlo di quadri e dirigenti), rimediate alle carenze delle vostre strutture tirandovi su le maniche e diventando elastici e smettettela di chiedere personale in più, quando potete fare voi quello che vorreste facessero gli altri. Nei palazzi di giustizia ci sono pochi che sgobbano e molti fannulloni: ponete fine a questa situazione. Cartellino per le timbrature per tutti. In Germania timbrano il cartellino anche gli amministratori delegati di grandi aziende multinazionali, alla pari degli operai: perchè non volete farlo? Al PDL dico di andare avanti con la riforma della magistratura: togliere ai PM la libertà di decidere su quale reato procedere, senza alcun controllo ed indirizzo. Il CSM ha dato prova di essere oscenamente corporativista e deve essere riformato. I magistrati e i PM devono rispondere dei loro errori, alla pari degli altri cittadini lavoratori. I magistrati che in modo aperto si schierano politicamente devono cessare di fare i magistarti e devono fare i politici per il resto della vita o fare un altro lavoro. In altre parole devono cessare le correnti all'interno della magistratura, in favore della serenità e dell'uniformità del giudizio. Che diritto abbiamo noi di dire queste cose? E' il diritto di chi lavora onestamente e paga le tasse anche per gli stipendi dei magistarti (i più alti in Italia come categoria) e chiede che giustizia sia fatta nel rispetto dei nostri diritti e credo che sia un diritto di tutti avere soddisfazione da parte della magistratura con processi condotti in tempi brevi e reali.

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  • casinovito

    25 Ottobre 2009 - 22:10

    A lavare la testa all'asino si perde tempo, acqua e sapone; andare avanti con la riforma della giustizia da soli e presto,soprattutto senza Di Pietro.

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