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Il 'No B day' fa litigare Tonino e Bersani

Pd: "Niente lezioni di antiberlusconismo"

17 Novembre 2009

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Il 'No B day' fa litigare Tonino e Bersani
Antonio Di Pietro da un lato. Pierluigi Bersani con il suo Pd dall’altro. In mezzo a loro Silvio Berlusconi. Ma neppure lui riesce a metterli d’accordo. Nemmeno l’acerrimo nemico appiana le divergenze e colma le distanze tra i due. E così lo scontro tra il leader dell’Idv e il Partito democratico si fa sempre più aspro: l'ex pm rimprovera Bersani e compagnia politica di essere eccessivamente morbidi nei confronti del capo del governo, mentre la vera opposizione dovrebbe usare la clava, punto e basta. Il ritornello, negli anni, non cambia: questa volta sul banco degli ‘imputati’ è finito il "No B day", la manifestazione di piazza contro Berlusconi nata su Facebook e subito rilanciata dal ‘Fatto quotidiano’.

Il ‘No B day’ è stato indetto per il prossimo 5 dicembre per manifestare contro Silvio Berlusconi. La manifestazione è caldeggiata dal Tonino Di Pietro, che accusa il governo di fare “le leggi solo per sé e per la sua lobby piduista". Il fumantino Di Pietro non riesce proprio a capire come mai il Pd “non scenderà in piazza perché questa manifestazione non l’ha organizzata lui. A loro dico: toglietevi quel cappello da primi della classe e venite in piazza come tutti noi".

Tonino: 10 buoni motivi per il ‘No B day’ – Perché partecipare al ‘No Berlusconi day’. Per Antonio Di Pietro ci sarebbero dieci buoni motivi: e li spiega sul suo blog, sottolineando che Silvio Berlusconi è «un tappo per lo sviluppo dell'economia, della ricerca e della cultura. Il suo modello morale - aggiunge - ha rovinato un paio di generazioni, distrutto l'ideale cristiano di famiglia, disciolto nell'acido della corruzione le istituzioni e il tessuto imprenditoriale». «La conta dei danni realmente prodotti dal berlusconismo - prosegue il leader di Idv - potremo stimarla solo quando quest'uomo non nuocerà più, ossia quando sarà fuori dalle istituzioni». «Essere un antiberlusconiano - continua - per me, è la più grande onorificenza che questa maggioranza possa affibbiarmi». Quindi Di Pietro passa a elencare i «dieci buoni motivi» per partecipare al No-B Day: «1) Deve agli italiani bilioni di euro tra evasione fiscale e concessioni televisive ricevute per un 1% del fatturato di RTI (e non di Publitalia) 2) Ha riportato il nucleare in Italia, fregandosene di un referendum che lo ha messo alla porta, e ci ha fatto perdere il treno per le energie rinnovabili 3) Ha spinto il Paese verso un modello culturale becero in cui l'etica, l'onestà, la famiglia, lo Stato, la moralità sono dei disvalori in confronto all'arrivismo, la furberia, il denaro, la menzogna e il clientelismo. 4) Ha favorito gruppi finanziari ed imprenditoriali vicini a lui, ai suoi amici e alle sue aziende, voltando le spalle a centinaia di migliaia di famiglie lasciandole senza lavoro, senza istruzione e in molti casi senza un tetto 5) Ha utilizzato la corruzione, il ricatto e le sue cariche nelle istituzioni come strumento per rimuovere e aggirare la legge e il sistema giudiziario in numerosi processi a suo carico 6) Ha intrattenuto rapporti così stretti con la mafia, testimoniati in pagine e pagine di documenti processuali, da compromettere irrimediabilmente la sua figura di uomo delle istituzioni. 7) Ha negato l'esistenza della terribile crisi economica che ha prodotto oltre 1 milione di disoccupati in un solo anno, bloccando l'attività parlamentare che avrebbe dovuto contrastare e recuperare la grave situazione economica nella quale versa il nostro Paese 8) Ha accumulato una ricca biografia su Wikipedia tale da somigliare più ad Al Capone che ad un Presidente del Consiglio 9) Ha distrutto, con i suoi uomini, bilanci e credibilità della più importante azienda di servizio pubblico d'informazione: la Rai 10) Ha dimostrato di essere disposto, pur di salvare se stesso, ad utilizzare le istituzioni per leggi che mettono a rischio l'incolumità dei cittadini, favorendo il proliferare di attività criminali».

Bersani: niente lezione da Di Pietro - Ma la lezione di anti-berlusconismo del professor Tonino non pace affatto a Bersani e compagni: “ "Noi facciamo le nostre manifestazioni. Noi, lezioni di anti-berlusconismo, non le prendiamo da nessuno. Il più antiberlusconiano - ha aggiunto il segretario del Pd - sarà quello che riesce a mandarlo a casa, non quello che grida di più. Lezioni di quel genere - ha ribadito - a noi non ne fanno. Dopodiché, se si ragiona, se le parole d’ordine sono accettabili, certamente non c’è una proibizione ad andarci ai militanti del Pd. Quando le parole d’ordine saranno accettabili - ha concluso - le vedremo". "Non si può sempre parlare solo ed esclusivamente del premier". Di questo ormai è convinto anche Bersani, che però respinge al mittente l'accusa di Di Pietro: niente sconti al Cavaliere. Il Pd ribadisce che la legge sul processo breve non va bene, e chiede al governo di "ritirarla" per poter avviare un confronto sulla giustizia. Anti-berlusconismo in soffitta? Non proprio, ma si vuole dare un segnale di un cambiamento. A dicembre il Pd promuoverà una iniziativa contro Berlusconi con questo slogan: "Siamo sempre sui problemi suoi, e mai sui nostri", cioè dei cittadini. A molti suona come un'iniziativa in concorrenza con il "no B day".

Forse Bersani si è accorto che Berlusconi non è un problema: "In questo momento la crisi è dappertutto e migliaia di posti di lavoro sono a rischio, mentre noi parliamo d’altro", ha detto Bersani. "Questa situazione crea un muro di gomma tra le condizioni reali della gente e la politica, un muro che può essere anche pericoloso. E quindi - ha concluso il segretario del Pd - noi premiamo perché si metta l’accento su questo tipo di problemi e non su quelli che interessano una persona sola". Qualcuno minimizzerà dicendo che è solo una differenza tattica quella che divide Pd e Idv. In realtà, trattandosi di due alleati che intendono dare vita all'alternativa di governo, si tratta di una differenza enorme.

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Commenti all'articolo

  • donatellapasseri

    24 Novembre 2009 - 09:09

    pardon Tonino.E' uno dei tanti mostri frutto della creatività della sinistra.

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  • allengiuliano

    23 Novembre 2009 - 18:06

    il buon ex magistrato "trebbiatore" Tonino vorrebbe comandare anche in casa d'altri. Tra non molto alle elezioni regionali verrà contata la sua forza. Penso che qualche "dentata" la prenderà. Se così non fosse povero PD/Bersani.! Vedremo tra qualche giorno quanti polli porterà in piazza, avrà sicuramente l'appoggio dei centri sociali e delle sinistre "fottute" alle ultime elezioni. Quei numeri per lui saranno "grandi" numeri e partecipazione dei "coglions" dell'IDV.

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  • VincenzoAliasIlContadino

    18 Novembre 2009 - 11:11

    Oggi ho letto un post insulti a ripetizione sul conflitto di Berlusconi sarà, ma quanti ne hanno i Sinistrorsi, visto che parte di quelli della prima Repubblica di Scalfari er voltagabbana e peggio delle banane Rosse, esistono, ma sono toste non dure come quelle dei legaioli, mia risposta: DALEMA? PUSSA VIA! D ALEMA? Un Basilisco: piccolo serpente, lungo meno di venti centimetri e nonostante questo sarebbe la creatura più mortale in assoluto. È infatti velenosissimo ed è in grado di uccidere con il solo sguardo. Qualunque essere vivente entri in contatto con il suo fiato o venga morso, muore sul colpo! Secondo alcune leggende medioevali, se un Cavaliere cercava di colpire il Basilisco con la lancia, il veleno vi si infiltrava immediatamente uccidendo cavallo e Cavaliere. Il Basilisco vivrebbe nel deserto Politico da lui stesso creato, perché ha la capacità di seccare gli arbusti l Ulivo margherita oltre che con il contatto, con il solo sguardo. Al Cavalier Berlusconi piace? Sara la sua pietra tombale Parola del http://vincenzoaliasilcontadino.splinder.com di Matera.

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