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Rai, basta docufiction e televoto

Santoro: io vado avanti lo stesso

11 Dicembre 2009

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Rai, basta docufiction e televoto
Basta attori che recitano scenette di cronaca giudiziaria. La Rai chiede ai conduttori di evitare i docufiction e i televoto su fatti che riguardano la giustizia nei programmi di approfondimento informativo: è il senso di una lettera che - a quanto si apprende - il direttore generale della Rai Mauro Masi ha inviato a tutti i direttori di reti e testate. La missiva arriva all'indomani dell'ampio dibattito sull'informazione del servizio pubblico che si è svolto ieri in cda. «In ossequio ai principi confermati anche di recente dalla Suprema Corte - ha scritto il dg - in tema di rivisitazione televisiva di fatti delittuosi oggetto di indagini o di processo e al fine di garantire il rispetto della disciplina prevista dal 'Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive', tenuto, altresì conto dell'orientamento espresso dal consiglio di amministrazione, a tutela dell'interesse dell'azienda, non è consentita la diffusione in qualunque trasmissione di approfondimento informativo del palinsesto Rai di cosiddette 'docu-fiction' e/o 'docu-dramà o comunque ricostruzioni con attori nonchè 'televotì che abbiano ad oggetto tematiche connesse a procedimenti giudiziari in corso».

Santoro: io faccio giudiziaria- Non ci sono «leggi, sentenze o regolamenti di qualsivoglia autorità che impediscano di fare cronaca giudiziaria con l'uso di attori»: è la replica di Michele Santoro alla lettera del direttore generale della Rai. «Mentrte esistono chiare normative che impediscono l'uso del televoto o dei sondaggi su vicende giudiziarie - sottolinea Santoro - non ci risulta che vi siano leggi, sentenze o regolamenti di qualsivoglia autorità che impediscano di fare cronaca giudiziaria con l'uso di attori. Siamo convinti di questo - aggiunge l'ideatore e conduttore di Annozero - così come siamo convinti che sia necessario tutelare il diritto di cronaca, la libertà di espressione e la creatività di ogni trasmissione. Riteniamo quindi - è la conclusione di Santoro - che la questione non si possa risolvere emanando una circolare, ma che sia compito del cda della Rai fare una valutazione approfondita. Per quanto ci riguarda, pur essendo già pronti a soddisfare con altri mezzi il bisogno di informazione del pubblico, siamo a disposizione per fornire tutti gli elementi utili a prendere la decisione migliore».

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Commenti all'articolo

  • gpasit

    16 Dicembre 2009 - 09:09

    Cosa ti tocca fare per vivere... ma un lavoro normale come tanti no? Non ti prendono o non lo vuoi perché guadagneresti meno?

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  • igna08

    15 Dicembre 2009 - 15:03

    Ma insomma, alla RAI comanda il Direttore Generale, oppure un certo SanToro ? Si perchè è lui che alza la voce, il Direttore è come se non esistesse.La trasmissione di SanToro è a senso unico, sempre contro Berlusconi. Mi chiedo, ma a sinistra, sono tutti angioletti ?

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  • cittadinoxy

    15 Dicembre 2009 - 14:02

    vai avanti si...ma fallo veloce, di corsa...cosi' sparisci prima dalla vista !!!

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