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Milano, vigile assenteista

Il comune chiede i danni
di Albina Perrisabato 16 maggio 2009
Milano, vigile assenteista

1' di lettura

 La Giunta comunale milanese ha deliberato di costituirsi parte civile nei confronti di un vigile assenteista. Dopo controlli interni della Polizia Municipale e di attività investigativa, si è scoperto che l'agente, impiegato presso l'anagrafe di via Padova, era uscito un'ora prima dal servizio per 186 volte, tra il 2007 e 2008, facendo credere, con inganni e raggiri, di essere invece sul posto di lavoro. Il vigile ha goduto, dunque, della stessa retribuzione senza aver corrisposto adeguata prestazione e ha abusato dei poteri, in violazione ai doveri inerenti a una pubblica funzione, con l'aggravante di aver commesso il fatto a danno di un ente pubblico. Danno che, ora, gli verrà contestato in sede penale. L'udienza è fissata per domani, 13 maggio, davanti al Tribunale di Milano. «Al di là dell'entità del risarcimento - spiega il vicesindaco Riccardo De Corato - su cui si esprimerà il Tribunale, quello che conta è che a Milano i controlli interni della Polizia Municipale, così come quelli sui dipendenti, funzionano. Il messaggio che il Comune vuole lanciare è che non sono e non saranno tollerati comportamenti che provocano disagi e danneggiano prima di tutto i cittadini. Che poi sono le vere vittime del cattivo servizio».