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Gay, il Papa dice una cosa cattolica e la sinistra gli dà dell'assassino

Giulio Bucchi
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di Andrea Morigi Se prevalesse il senso comune, non ci dovrebbe nemmeno essere bisogno di spiegare che «la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna». Se Papa Benedetto XVI insiste, nel messaggio per la XVI Giornata mondiale della pace, è perché non sottovaluta i «tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale». Verrebbe da dire che è il solito avvertimento ai politici di tutto il mondo perché si limitino a rispettare l'ordine delle cose. Semmai la stranezza non risiede tanto nel contenuto del testo, dal titolo «Beati gli operatori di pace», che sarà letto e diffuso dalla Chiesa cattolica il primo gennaio prossimo. La sorpresa, che si rinnova ogni volta, è che ancora qualcuno si illuda che il romano pontefice possa sacrificare all'opinione del mondo i princìpi del diritto naturale che, sottolinea, «non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa». Leggi l'articolo integrale di Andrea Morigi su Libero in edicola oggi, sabato 15 dicembre

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