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Ponte Morandi, follia italiana: sapete cosa faceva chi sta indagando sul crollo? Grosso imbarazzo

20 Agosto 2018

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Ponte Morandi, follia italiana: sapete cosa faceva chi sta indagando sul crollo? Grosso imbarazzo

"Sono pronto a dimettermi". Il provveditore ligure Roberto Ferrazza presiede la Commissione d'indagine ministeriale che deve accertare se ci sono state mancanze e omissioni da parte delle autorità sulla manutenzione e la gestione del ponte Morandi, il viadotto crollato lo scorso 14 agosto con un carico di 43 vittime. Il guaio è che Ferrazza faceva parte del Comitato tecnico amministrativo che lo scorso febbraio aveva analizzato il progetto di "retrofitting" di Autostrade per l'Italia per mettere in sicurezza il viadotto, stanziando 25 milioni. Quei lavori non sono ancora iniziati, e nel frattempo sul ponte non erano stati fatti interventi straordinari ma solo ordinaria manutenzione.



Da qui l'evidente imbarazzo di Ferrazza, che però non è solo. Nella Commissione ministeriale c'è anche il professor Antonio Brencich, tra i più aspri critici sulle condizioni del ponte. Ha parlato spesso, subito dopo la sciagura, ma anche lui faceva parte del Comitato tecnico amministrativo, lo scorso febbraio. Come dire: cos'hanno fatto in questi 8 mesi per spronare Autostrade per l'Italia e Ministero a intervenire, se consideravano il rischio così alto? E ancora: sono loro i più indicati a indagare sulle eventuali loro mancanze e omissioni? Una sorta di "auto-processo" all'Italia, un classico a Genova visto che di fatto Autostrade era chiamata a sorvegliare i propri interventi di manutenzione.



Ferrazza, al Corriere della Sera, si difende, parlando a proposito della relazione di febbraio di "valutazione approfondita e rapida vista la mole di materiale. A noi spettava il compito di valutare la necessità e l'efficacia del progetto, e anzi lo abbiamo fatto in tempi veloci, proprio per consentire che i lavori partissero quanto prima". Insomma, a decidere sull'inizio dei lavori o l'eventuale stop al traffico sul viadotto dovevano essere altri.

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Commenti all'articolo

  • greppio

    20 Agosto 2018 - 11:11

    Bisogna fare chiarezza. Che il ponte fosse un elemento di criticità, lo sapevano tutti, ma proprio tutti da almeno 20 anni. Anno dopo anno tutti hanno nicchiato, tutti hanno posposto. Nessuno si è preso la responsabilità di fare ciò che andava fatto solo x interesse, privato e aziendale. Quindi possiamo dire che la lista dei colpevoli, materiali e morali, è lunghissima. Tutti devono pagare.

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  • 19gig50

    20 Agosto 2018 - 10:10

    ed il ministro alle infrastrutture di allora stava a fare il digiuno per lo ius soli.

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  • filen

    filen

    20 Agosto 2018 - 10:10

    Tempi talmente veloci che nel frattempo è crollato sbattetelo in galera a riflettere un po'

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