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Gilberto Benetton morto a 77 anni. Gli ultimi due mesi di guerra dopo il disastro del Ponte Morandi

Giulio Bucchi
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È morto Gilberto Benetton, imprenditore italiano fondatore del Gruppo Benetton e consigliere di Atlantia, il gruppo che controlla Autostrade per l'Italia. La notizia è stata lanciata dal sito di Repubblica. Benetton aveva 77 anni, secondo la rivista Forbes era il dodicesimo uomo più ricco d'Italia (2 miliardi di dollari di patrimonio) e il 736esimo al mondo e lo scorso 14 luglio era stato travolto dallo scandalo del crollo del ponte Morandi a Genova. Pochi mesi fa, il 10 luglio, era morto il più giovane dei fratelli, Carlo. Gilberto da tempo combatteva contro un male incurabile. Leggi anche: "A Cortina quando li vedono per strada...". La vendetta popolare contro i Benetton Il fratello maggiore di Luciano e Giuliana, consigliere anche di Mediobanca, Pirelli & C. e Allianz, ha difeso i vertici di Aspi decidendo di non rimuoverli e tenendo duro di fronte alla violentissima campagna cavalcata dal Movimento 5 Stelle. Le responsabilità dirette di Autostrade, che ha gestito in modo contestato da più parti la manutenzione del viadotto Polcevera crollato per usura delle strutture (provocando 43 morti), hanno però imbarazzato non poco i Benetton: i lunghi silenzi mediatici e le accuse di insensibilità per alcune frasi gelide, incentrate solo sul businesse e apparentemente prive di cordoglio nei confronti delle vittime non hanno aiutato. Così come non hanno aiutato, dal punto di vista dell'immagine, le notizie delle feste in famiglia a Cortina e il giorno di Ferragosto. La prima e unica intervista di Gilberto Benetton risale al 6 settembre scorso al Corriere della Sera: "Dalle nostre parti il silenzio è considerato segno di rispetto - spiegava -. Edizione, la nostra holding, ha parlato meno di 48 ore dopo la tragedia, a voce bassa è vero, perché la discrezione fa parte della nostra cultura. Forse non siamo stati sentiti".

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