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"Corri contro la violenza", il 9 giugno in tanti... meno uno

Maria Luisa Iavarone
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Il 9 giugno si avvicina, data dell'evento annuale “Corri contro la violenza”, breve maratona di solidarietà promossa dall'Associazione A.R.T.U.R. per sensibilizzare contro ogni forma di violenza e a supporto delle vittime. Lo scorso anno le presenze furono circa 3000. Quest'anno spero sarete nuovamente in tanti, ma qualcuno purtroppo non ci sarà.  Mi riferisco al mio amico e collega Alfredo Petrosino professore Ordinario di Informatica dell'Università di Napoli “Parthenope”. Alfredo era quello che si definisce uno “scienziato” perché si occupava di cose complicate ed utilissime come Visione Computazionale e Intelligenza Artificiale. Alfredo studiava quegli algoritmi che consentono alle telecamere il riconoscimento automatico di oggetti e di persone. I suoi meriti scientifici e tecnologici gli erano valsi la carica di pro-rettore alle tecnologie e di responsabile della Apple Foundation per la nostra Università. Ma Alfredo era soprattutto un uomo buono e generoso, acuto e profondo, intelligente ma anche ironico e scanzonato. Lo incontravi nei corridoi indaffarato e distratto ma riusciva a riservarti sempre un sorriso affabile. Alfredo si è silenziosamente ammalato e, come nella sua cifra, ha preferito non dirlo a nessuno, vivere questa condizione in sommessa normalità. L'ultima volta che l'ho sentito era a fine aprile per sottomettere un progetto assieme e lui, nonostante stesse tanto male, non mi ha mandato a quel paese, mi ha ascoltato e dato una mano a distanza. Era sereno e collaborativo, come se volesse lasciare tutto in ordine, senza nulla di intentato. Anche in quella breve telefonata non smise di darmi un segnale di vicinanza per la battaglia che avevo intrapreso, mi disse “vai avanti…ti seguo!”. Il prossimo 9 giugno Alfredo non sarà in Piazza con noi ma ci sarà sua moglie Natalia ed i suoi figli che mi hanno concesso di ricordarlo con lo sguardo sveglio e il sorriso disarmante di questo foto, che rimarrà uno immagine vivida nella memoria di coloro che hanno avuto il privilegio di essergli amici.    di Maria Luisa Iavarone      

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