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Carabiniere ucciso a Roma, le notti al limite di Elder Lee e Natale Hjorth: il sospetto sulla gang

Davide Locano
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Americani. Sono statunitensi i due assassini di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a coltellate tra giovedì e venerdì. Uno dei due, come è drammaticamente noto, ha confessato. Ad assumersi la responsabilità dell'omicidio è la bestia con le meches, il Rolex al polso, genitori ricchissimi, quello insomma che ha pagato l'hotel in centro a Roma, il Meridien, anche all'amico. I due si chiamano Christian Gabriel Natale Hjorth ed Elder Finnegan Lee, quest'ultimo l'esecutore materiale dell'omicidio. Erano a Roma per una vacanza, piena zeppa di droga. Usciti dall'hotel erano andati verso piazza Mastai per comprare cocaina e pasticche, un video li ritrae. Dunque il "bidone", l'aspirina, il furto, il delirio, l'omicidio. Una follia drogata, un coltello in tasca e il carabiniere che muore. "Pensavamo che fossero gli spacciatori amici di quello che avevamo derubato - hanno provato a giustificarsi i due -, Per questo abbiamo reagito in quel modo, per difenderci". Leggi anche: Carabiniere ucciso a Roma, cosa ancora non torna Di sicuro, riferisce Il Messaggero, le due belve erano già note a Roma per le loro notti folli, notti al limite. Una fama che erano riusciti a costruirsi in pochi giorni, Elder Lee e Natale Hjort. Ed è proprio per il fatto che in un qualche modo fossero già noti, probabilmente anche alle autorità, che si continua a sospettare che dietro a questa vicenda ci sia qualcosa di più grande: c'è chi parla di un'indagine su una grossa banda che, attraverso furti e ricettazione, finanzia altri traffici illeciti. E ancora, rimane misterioso il ruolo dei tre marocchini e del franco-algerino che sono stati identificati ieri.

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