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La risposta

Vittorio Feltri contro Carlo Verna: Libero infamato perché "osa" nominare Papa Francesco

18 Settembre 2019

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Vittorio Feltri

Tale Carlo Verna, presidente dei giornalisti italiani, le cui opere non mi sono note, si è scagliato contro Libero accusandolo di essere infame poiché ieri ha pubblicato in apertura il seguente titolo: Adesso il Papa prega per salvare il governo. Che, secondo lui, è indegno. E non capisco perché lo dovrebbe essere.

La prima regola del giornalismo è il rispetto della verità, e il titolo in questione non è bugiardo bensì afferma un dato di fatto incontestabile. Noi non siamo né papisti né antipapisti, ci limitiamo a dire le cose come stanno. Non comprendo la ragione per cui il vertice dell’Ordine si adiri solo perché abbiamo fotografato una situazione documentata. Ci dica piuttosto dove avremmo sbagliato.

È evidente che al presidente e a vari esponenti della categoria il nostro quotidiano non piace, in quanto esprime idee non condivise da molti. Tuttavia mi risulta che la legge tuteli la libertà di pensiero e quindi di informazione, principi a cui noi ci atteniamo scrupolosamente. Non accettiamo lezioni di giornalismo da nessuno, tantomeno da gente che non vanta titoli professionali di rilievo.

Caro Verna, io non la conosco, e ciò non mi addolora. Mi dicono che lei si è occupato di televisione, narrando le vicende del calcio minore. La sua interessante attività forse non la autorizza a disturbare la nostra che si basa su risultati storici rilevanti. Pubblichiamo volentieri di seguito il comunicato del Comitato di redazione di questo foglio che spiega meglio di me la topica in cui lei è incorso con una leggerezza invero imperdonabile.

di Vittorio Feltri

***

Ieri il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, ha attaccato Libero, mettendolo fuori «dalla comunità dei giornalisti». Non ricordiamo se l’Ordine avesse preso provvedimenti nei confronti del Manifesto quando titolò con “Pastore tedesco” la prima pagina dell’edizione in cui dava notizia dell’elezione di Papa Benedetto XVI al soglio pontificio. Né tantomeno siamo in grado di ricostruire se all’epoca Carlo Verna si fosse indignato al punto da trasformarsi in hater di cronisti, purché non appartenenti alle correnti di sinistra che lo hanno votato. La tolleranza a senso unico proprio non coincide con le parole pronunciate da Papa Francesco durante l’omelia a Santa Marta del 16 settembre 2019: «Si deve pregare per l’altro, per quello che ha un’opinione diversa dalla mia». Speriamo che l’Ordine non intenda darsi alla caccia alle streghe con il pretesto di punire il vilipendio alla religione cattolica attraverso l’offesa al Papa. Anche perché nell’articolo e nel titolo finiti sotto la lente del Sant’Uffizio dei Giornalisti non ve n’era traccia.

Comitato di Redazione di Libero

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Commenti all'articolo

  • traianus

    19 Settembre 2019 - 08:08

    Siamo alla follia. innanzi tutto perché qui siamo alla censura ed in secondo luogo perché ciò che scrive libero sulla questine del Papa è la sacrosanta verità. Ma poi, chi autorizza l'ordine dei giornalisti a fare censura dell'informazione?

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  • marco53

    19 Settembre 2019 - 07:07

    Grande FELTRI, come sempre! Verna in confronto a te è un moscerino insignificante! Una nullità assoluta.

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  • cosean1

    19 Settembre 2019 - 00:12

    Il Papa non può esprimere opinioni Politiche! Ma se ancora la Politica significa esprimere il miglior modo di vivere in società, anche Gesù Cristo faceva Politica.

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