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Vaticano, Papa Francesco e "monsignor Tortellino" diventato cardinale: ong, migranti e Islam, ora tutto torna

Giulio Bucchi
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Qualcuno lo ha ribattezzato "Monsignor Tortellino", con perfidia. Oggi però Don Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, è uno dei 13 nuovi cardinali scelti da Papa Francesco per riscrivere il Conclave a propria immagine e somiglianza. E in effetti Don Matteo con l'apertura al tortellino ripieno di carne di pollo per permettere anche ai bolognesi di fede islamica di festeggiare la festa del patrono incarna alla perfezione la linea "bergogliana" del Vaticano, all'insegna del dialogo e del multiculturalismo, anche religioso. Leggi anche: "Umiliante sottomissione all'Islam". Feltri, sentenza tombale su "Monsignor Tortellino" Un avvicinamento che rischia, come nel caso della "provocazione" bolognese, di cancellare storia e identità culturale, ben oltre un semplice piatto di tortellini. Nel cardinale Zuppi, ricorda il Messaggero, "Papa Francesco ha apprezzato la passione genuina con la quale ha avviato - in tempi non sospetti - un lavoro di accoglienza verso migranti, barboni, disadattati, rom. Per decenni è stato parroco di riferimento a Trastevere, a pochi passi dal quartier generale della comunità. Inizialmente una specie di scantinato poi una realtà importante, difficilmente assimilabile ad altre perché Sant'Egidio è un po' ong, un po'istituzione religiosa, un po' avamposto di frontiera attrezzato a dialogare con tutti, compreso lo sfaccettato mondo politico". Insomma, l'uomo giusto al posto giusto e nel momento giusto.

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